L'Inno di Mameli apre la Notte della Taranta 2026, il coro dei 150mila per gli 80 anni della Repubblica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È stata una vera e propria scarica di energia collettiva, quella che ha investito il prato di Melpignano nella serata del 22 agosto, quando il Concertone della Notte della Taranta ha alzato il sipario sulla sua ventinovesima edizione. A fare da apripista, un'interpretazione inedita e solenne dell'Inno di Mameli, che il maestro concertatore Ermal Meta ha sapientemente riarrangiato in chiave ritmica, fondendo il battito incalzante dei tamburelli con la coralità degli archi dell'Orchestra Popolare.
Sul maxi-schermo del palco, i ledwall si sono accesi con i colori del tricolore, verde, bianco e rosso, a fare da suggestiva cornice a un omaggio sentito e partecipato, dedicato agli ottant'anni della Repubblica italiana. E mentre le note si diffondevano tra la folla, le diverse decine di migliaia di persone già assiepate nell'area antistante l'ex convento dei padri agostiniani hanno alzato la voce, accompagnando il brano in un coro potente e unitario, con gli organizzatori che hanno stimato la presenza di circa 150.000 anime.
Il riarrangiamento di Ermal Meta tra tradizione e innovazione
La scelta di aprire la kermesse con l'inno nazionale non è stata certo casuale, ma ha voluto rappresentare quel filo rosso che lega la tradizione popolare alla storia del Paese, in un'edizione che celebra un anniversario così significativo per l'Italia. Ermal Meta, che quest'anno ha vestito i panni di direttore artistico e maestro concertatore, ha lavorato a un arrangiamento capace di rispettare la solennità del brano, pur innestandovi quel Dna ritmico e travolgente che contraddistingue la musica salentina.
Il risultato è stato un inno che non perdeva la sua carica emotiva, ma che si faceva improvvisamente danzabile, quasi tribale, grazie all'uso sapiente dei tamburelli e alla sezione ritmica dell'Orchestra Popolare, creando un ponte ideale tra il patrimonio culturale immateriale e la contemporaneità delle contaminazioni musicali.
Alessandra Amoroso e gli ospiti sul palco di Melpignano
Il palco del Concertone, come da tradizione, ha accolto una parata di artisti di spessore, chiamati a confrontarsi con la pizzica e i ritmi della tradizione, in un alternarsi di voci e stili che è ormai il marchio di fabbrica della manifestazione. Tra i nomi di punta di questa edizione spiccava Alessandra Amoroso, autentica regina della serata, che ha infiammato la piazza con la sua energia e il suo carisma, portando sul palco la potenza della sua voce in un dialogo serrato con l'Orchestra Popolare.
Accanto a lei, si sono alternate sul palco anche Gisela João, Levante, Maria Mazzotta, Sayf, Giulia Vecchio e Welo, ognuno dei quali ha regalato momenti di intensa emotività, dimostrando come la Notte della Taranta sia ormai un crocevia imprescindibile per chiunque voglia esplorare le radici della musica popolare, rivisitate in chiave moderna e senza mai perdere di vista il rispetto per le origini.
Il plauso del presidente Decaro e la portata culturale dell'evento
A valle della serata, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha voluto esprimere il suo personale ringraziamento attraverso i canali social, sottolineando l'atmosfera unica che si era respirata nel cuore di Melpignano. "Ieri sera la magia della Notte della Taranta ha preso vita nel cuore di Melpignano", ha scritto Decaro, evidenziando come quella manifestazione, nata come evento locale, sia ormai diventata un patrimonio culturale riconosciuto e amato dall'intera regione, capace di attrarre un pubblico internazionale sempre più vasto.
La Notte della Taranta, con il suo mix di tradizione e innovazione, di ricerca etnomusicologica e di spettacolo di massa, si conferma dunque uno degli appuntamenti simbolo del Salento e di tutta la Puglia, un luogo dove la storia, la musica e l'identità di un popolo si fondono in un abbraccio collettivo che va ben oltre il semplice concerto, per diventare esperienza condivisa e memoria futura.
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