Hantavirus, la corsa per rintracciare il turista inglese nel b

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’alert scatta alle 14.14 di martedì, quando il ministro della Salute inglese segnala ai «colleghi» di Roma la presenza in Italia di un cittadino britannico a rischio hantavirus. Il virus, all’origine di un focolaio su una nave da crociera, infetta i roditori; straordinariamente può contagiare anche l’uomo e, in rari casi, passare da persona a persona. Il sessantenne, residente nell’isola atlantica di Sant’Elena, si trova in isolamento precauzionale all’ospedale Sacco di Milano, dove rimarrà – come misura di sicurezza legata al lungo periodo di incubazione – fino al 6 giugno.

La macchina organizzativa, in questo frangente, ha funzionato in poche ore. «Alle 5 di mattina il professor Gori mi ha comunicato che entrambi i soggetti sono risultati negativi non solo all’hantavirus, ma anche a tutti i test virologici effettuati», ha spiegato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, sottolineando la rapidità dell’intervento che ha coinvolto ministero, Regione e questura. L’accompagnatore del turista, non essendo stato sul volo incriminato, è già libero di lasciare la struttura; diversamente, il diretto interessato – nonostante sia asintomatico – dovrà rispettare la quarantena di quarantadue giorni imposta dai protocolli internazionali.

«Non siamo di fronte a un nuovo Covid»: la lezione della pandemia e il ruolo del Ceremi

Andrea Gori, direttore del «Ceremi» (il Centro regionale per la prevenzione delle malattie infettive della Lombardia, istituito a tutti gli effetti nei mesi scorsi proprio sulla scorta della lezione pandemica), traccia un quadro volutamente rassicurante. «La trasmissione interumana è estremamente rara – ha ribadito – e avviene soltanto in casi di contatti molto stretti e prolungati. Non siamo di fronte a una situazione assimilabile a una pandemia». Una differenza sostanziale, insomma, che risiede in quella variazione di poche lettere tra allerta e allarme: «In questo momento la situazione è ben controllata», aggiunge Gori, precisando che il paziente non è contagioso e non lo è stato nei giorni scorsi.

L’assessore Bertolaso, dal canto suo, ha voluto rimarcare la prontezza del sistema lombardo: «Dal Covid abbiamo imparato molto. In poche ore siamo riusciti a rintracciare il soggetto, trasferirlo in sicurezza, effettuare tutti gli esami necessari e avere già nella notte i risultati completi». La dimostrazione, secondo lui, che la sorveglianza epidemiologica funziona, grazie a centri specializzati come il Sacco e il San Matteo di Pavia, strutture attrezzate per la diagnosi delle malattie infettive.

Dall’isola dell’esilio di Napoleone al b&b in zona Pasteur: il viaggio di 17 giorni

Il tour italiano del sessantenne è durato diciassette giorni, un itinerario che tocca i principali poli artistici della penisola. Partito da Sant’Elena (il celebre luogo dell’esilio di Napoleone), l’uomo ha raggiunto Roma, usata come base per visitare Pompei, Amalfi e Sorrento; successivamente si è spostato a Firenze e alle Cinque Terre, per poi arrivare a Venezia e infine a Milano, dove alloggiava in un b&b in zona Pasteur. La scoperta della sua esposizione al rischio è arrivata solo al termine di questo lungo tragitto, quando le autorità britanniche hanno ricostruito che l’uomo era salito sul volo da Sant’Elena a Johannesburg insieme alla moglie del «paziente zero» (la donna olandese poi deceduta) e a un’altra persona successivamente ammalatasi.

Nonostante la negatività dei test, i medici hanno disposto l’isolamento come pura cautela: il periodo di incubazione dell’hantavirus può infatti estendersi fino a 42 giorni, durante i quali – sebbene la probabilità sia bassissima – l’infezione potrebbe ancora manifestarsi. «Sarà nostro ospite al Sacco o in una struttura dedicata che stiamo cercando», ha aggiunto Bertolaso, precisando che, al momento, nessuna restrizione è stata imposta alle persone incontrate dal turista durante il viaggio, né al suo accompagnatore inglese.

Hantavirus, situazione sotto controllo: nessun rischio per la popolazione

Il messaggio che arriva dagli esperti è cristallino: il virus, seppur grave in alcuni casi (il focolaio sulla nave da crociera ha registrato dieci casi totali e tre decessi), non ha le caratteristiche per innescare una diffusione incontrollata. La sua principale via di trasmissione rimane quella zoonotica, attraverso i roditori, mentre il passaggio da uomo a uomo è un'evenienza documentata solo per ceppi specifici come l'Andes, e comunque limitata a contatti familiari molto stretti. La rapidità con cui le autorità italiane hanno isolato il contatto, d’altra parte, dimostra l’efficacia di un sistema che, memore degli errori del passato, ha imparato a trasformare l’allerta in azione senza generare allarmismi.

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