Meteo, l’inverno non molla la presa: piogge e neve fino a bassa quota nel weekend
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Redazione Interno
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L’assetto barico sull’Europa, dopo settimane di relativa stabilità, sta subendo una metamorfosi radicale che sancisce il ritorno di una dinamica tipicamente invernale, con l’Italia che si prepara a fare i conti con un deciso peggioramento delle condizioni atmosferiche. Le analisi dei principali modelli matematici di previsione, come riportato da MeteoWeb, indicano l’innesco di una fase di forte maltempo determinata da una spinta verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, la quale faciliterà la discesa di un profondo nucleo depressionario alimentato da aria fredda di origine polare marittima. Questa configurazione, che richiama più i rigori di gennaio che la mitezza primaverile, si tradurrà in un crollo termico e in precipitazioni diffuse, con la neve che tornerà a imbiancare non solo i rilievi ma, in alcune zone, anche a quote insolitamente basse per la metà di marzo.
Se il venerdì concederà ancora una tregua, con ampie schiarite specialmente al Nord-Ovest e sulle Alpi, sarà nel corso del fine settimana del 14 e 15 marzo che la situazione degenererà. L'approfondimento di un vortice di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale richiamerà correnti umide e instabili, portando condizioni di spiccato maltempo su diverse regioni. Sabato il Nord sarà il primo a essere investito, con piogge e rovesci che dalla mattina si estenderanno su buona parte del settentrione, in particolare sulle zone a nord del Po, e con nevicate abbondanti sulle Alpi occidentali dove la quota fiocchi si attesterà inizialmente intorno ai 1400 metri. Domenica il maltempo persisterà, ma con una novità significativa: la neve sulle Alpi subirà un rapido abbassamento, cadendo in Piemonte e in alcune aree della Lombardia addirittura sotto i mille metri e avvicinandosi pericolosamente a quote collinari, con accumuli che si prevedono superiori al metro sui settori alpini di confine.
Vento e instabilità: il Centro-Sud nel mirino
Mentre il Nord sarà alle prese con la neve e il freddo, il Centro-Sud non rimarrà immune da questa sferzata invernale, sebbene con caratteristiche diverse. Il peggioramento, infatti, interesserà progressivamente anche le regioni tirreniche e le isole maggiori, con piogge e temporali che già da venerdì 13 colpiranno con intensità la Campania: la Protezione Civile della Regione ha emanato un avviso di allerta meteo di colore giallo valido fino alle 15 su Napoli, la penisola sorrentino-amalfitana e i monti di Sarno, dove si prevedono precipitazioni improvvise e a carattere di intenso temporale, accompagnate da grandine e forti raffiche di vento. La Sardegna, dal canto suo, risentirà direttamente dell'influsso dell'aria fredda polare marittima, con precipitazioni diffuse che la manterranno sotto un cielo grigio e temperature sensibilmente inferiori alla media stagionale. Il generale rinforzo dei venti di Scirocco e Maestrale contribuirà a rendere l'atmosfera ancora più perturbata e i mari da molto mossi a localmente agitati.
La prossima settimana: nuovo vortice e gelo da est su Sud e Isole
La tregua, peraltro, sarà solo un miraggio. La perturbazione che flagellerà il weekend sarà solo l'antipasto di una fase di maltempo ancora più organizzata e persistente destinata a concentrarsi principalmente sul Mezzogiorno. A partire da lunedì 16 marzo, infatti, il vortice depressionario si sposterà verso il Nord Africa, posizionandosi tra Tunisia e Libia e richiamando correnti umide che flagelleranno per giorni il Sud Italia. L'instabilità si concentrerà così su Sicilia e Calabria, ma con il passare delle ore tenderà a estendersi, portando piogge e rovesci che potrebbero persistere per quattro o cinque giorni consecutivi, sollevando non poche preoccupazioni per il rischio idrogeologico in territori già fragili e provati dagli eventi passati. Le proiezioni del modello europeo ECMWF indicano un'intensificazione dei fenomeni tra il 18 e il 19 marzo, quando un ulteriore abbassamento delle temperature favorirà nevicate abbondanti sull'Appennino centro-meridionale a quote via via più basse, portando la neve fin sulle colline.
Nevicate a bassa quota: uno scenario fuori stagione
Proprio il ritorno della neve a bassa quota rappresenta l'elemento di maggiore interesse, se non di sorpresa, di questa dinamica meteorologica. Se sulle Alpi il fenomeno, seppur intenso, rientra nella norma, è sull'Appennino che si attendono gli scenari più suggestivi e fuori stagione. Tra il 18 e il 19 marzo, la quota neve è destinata a scendere drasticamente, portando fiocchi bianchi fin sulle colline del Centro e del Sud durante i temporali più intensi. Questo ritorno del bianco a quote basse sarà favorito dall'irruzione di aria polare continentale che si insinuerà da est, scontrandosi con le masse d'aria umida ancora presenti sul Mediterraneo e creando un contrasto termico ideale per precipitazioni nevose anche a quote insolitamente basse per il periodo. Le temperature, in questo contesto, subiranno un calo generalizzato che potrebbe toccare picchi di 5-10 gradi al di sotto delle medie, riportando valori tipici di pieno inverno anche sulle coste, dove le massime faticheranno a superare i 12-13 gradi.




