Meteo, la primavera si mette in pausa: prima il maltempo al Nord, poi aria fredda dai Balcani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’immagine restituita dal satellite, in queste ore, è quella di un’Italia letteralmente spaccata in due dall’arrivo di una perturbazione atlantica di una certa intensità, un peggioramento che segna l’inizio di una fase meteorologica complessa e destinata a protrarsi ben oltre il fine settimana. Se al Nord-Ovest il cielo è già coperto da un compatto strato di nubi cariche di umidità, con le prime piogge che hanno cominciato a battere Liguria e Piemonte, il clou di questa ondata di maltempo è atteso nelle prossime ore, quando un profondo vortice nord-atlantico, carico di aria fredda in quota, si farà strada sul Mediterraneo. Il contrasto termico che si verrà a creare, come spesso accade in questi frangenti, fungerà da carburante per i fenomeni, che si preannunciano localmente violenti.

Le zone più esposte, secondo le ultime elaborazioni modellistiche, saranno Valle d’Aosta, Piemonte settentrionale e soprattutto la Liguria, dove sono attese fino a trenta ore consecutive di maltempo intenso. I cumulati pluviometrici, in questo scenario, potrebbero toccare punte comprese tra i 100 e i 150 millimetri, un quantitativo d’acqua superiore ai cento litri per metro quadrato che, in un arco di tempo così ristretto, solleva più di una preoccupazione per il rischio di allagamenti localizzati e per il possibile innesco di criticità idrogeologiche. A complicare il quadro, poi, contribuiranno le forti raffiche di vento che accompagneranno il passaggio del fronte. Sulle Alpi, invece, l’elemento di spicco sarà la neve, con accumuli che, soprattutto sui settori di confine tra Piemonte e Svizzera, potranno raggiungere e in alcuni casi superare il metro di fresca caduta oltre i 1300-1500 metri. Un contributo importante, questo, che ridisegna il volto delle montagne e restituisce loro un aspetto decisamente invernale, nonostante il calendario segni ormai metà marzo.

Ma la peculiarità di questa fase meteorologica, ciò che la rende degna di attenzione, risiede nell’evoluzione successiva, quella che prenderà forma a partire da mercoledì 18 marzo. Una volta esaurita la spinta della perturbazione atlantica, il vortice depressionario tenderà ad arretrare e ad annidarsi alle basse latitudini, rimanendo in una sorta di stallo sui mari del Sud Italia. Parallelamente, sull’Europa settentrionale andrà consolidandosi un robusto blocco anticiclonico, una configurazione barica che agirà da diga e aprirà un corridoio per l’ingresso di correnti decisamente più fredde dai Balcani. È questo il secondo atto della vicenda: masse d’aria di estrazione orientale che, sfruttando il vuoto lasciato dalla depressione, scivoleranno verso l’Italia, puntando dapprima le regioni adriatiche e poi, verosimilmente, estendendo la loro influenza al resto del Paese.

L’evoluzione complessa della prossima settimana e il ritorno di correnti gelide

La dinamica che si profila all’orizzonte è quella tipica di una ritornella invernale tardiva, un evento non raro nel mese di marzo ma che quest’anno, a giudicare dalle proiezioni, potrebbe assumere contorni più marcati del solito. La causa scatenante va ricercata nella configurazione atmosferica su larga scala, con l’indice NAO (Oscillazione Nord Atlantica) che tenderà a portarsi su valori negativi. In pratica, l’alta pressione non stazionerà sulle Azzorre, ma si spingerà verso latitudini settentrionali, favorendo scambi meridiani e discese di aria fredda lungo i meridiani. In questo quadro, le correnti da est, dopo aver attraversato il bacino balcanico, faranno il loro ingresso sull’Italia, portando con sé un deciso calo termico e un nuovo possibile peggioramento, stavolta a carattere più invernale.

Le regioni che per prime sentiranno gli effetti di questa svolta fredda saranno quelle del versante adriatico e, come accennato, il Sud, dove la persistenza del vortice depressionario potrebbe creare le condizioni per un connubio esplosivo. L’aria fredda in scorrimento sul mare ancora relativamente tiepido, infatti, potrebbe innescare la formazione di un ciclone mediterraneo, con precipitazioni a tratti torrenziali e la possibilità di nevicate a quote basse lungo la dorsale appenninica. Un meccanismo, questo, che gli appassionati di meteorologia conoscono bene e che spesso regala colpi di scena fino all’inizio della primavera inoltrata. Su Alpi e Prealpi, invece, l’afflusso di aria fredda dai Balcani si tradurrà in un’ulteriore rinfrescata, con la quota neve che potrebbe calare sensibilmente, imbiancando i fondovalle in caso di precipitazioni più intense. Una deriva invernale, quella attesa, che riporterà le temperature su valori più consoni al periodo, cancellando di colpo le timide sensazioni primaverili delle settimane precedenti e ricordando a tutti come la stagione fredda, talvolta, non sia ancora disposta a cedere del tutto il passo.

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