L'addio a Giada Zanola e le indagini sul movente passionale
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Redazione Interno
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Giada Zanola, una giovane donna di 33 anni, è stata tragicamente strappata alla vita. Il suo addio è avvenuto sulle note di "Supereroi" di Mr Rain, un brano che ha risuonato nella basilica di Santa Giustina a Padova, luogo che solo sei mesi fa aveva ospitato i funerali di un'altra vittima di femminicidio, Giulia. La bara di Giada, adornata di rose bianche e blu, è stata circondata dal silenzio e dal dolore dei suoi cari.
Il dolore della famiglia
Il padre di Giada, Gino, era impietrito di fronte alla bara della figlia. Federica e Daniel, sorella e fratello di Giada, erano prostrati dal dolore, un dolore che si aggiungeva a quello per la perdita della madre Nadia. La scena era un triste déjà vu di quella vissuta sei mesi prima, quando diecimila persone si erano radunate attorno a Prato della Valle, facendo risuonare i loro campanelli in segno di protesta contro il femminicidio.
Le indagini sul movente
Le indagini sulla morte di Giada stanno portando a un movente preciso. Andrea Favero, 38 anni, ex compagno di Giada, sembra non aver accettato la fine della loro relazione. Giada aveva infatti un nuovo amore, una persona con la quale aveva probabilmente deciso di costruire un futuro. Favero, sentendosi escluso, non aveva accettato questa situazione.
Le testimonianze degli amici
Gli amici di Giada confermano che Favero non si era rassegnato alla fine della loro storia. Nonostante avesse dichiarato di aver accettato la situazione per il bene del loro figlio, le testimonianze raccolte durante le indagini non collimano con questa affermazione. Favero è stato fermato ventiquattr’ore dopo aver, secondo la procura, gettato Giada dal cavalcavia di Vigonza che passa sopra l’A4.
La storia di Giada è un monito per tutti. Il femminicidio è un crimine orribile che deve essere fermato. Ricordiamo Giada e tutte le altre vittime, e lavoriamo insieme per prevenire ulteriori tragedie.




