Nucleare, Edison accelera: primo mini-reattore in Italia entro il 2035

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Edison, insieme al gruppo francese Edf e alla sua controllata Nuward, ha presentato un programma industriale che punta a realizzare dieci reattori modulari di piccola taglia in Europa, con un investimento complessivo nell'ordine delle decine di miliardi di euro. L'obiettivo dichiarato è avere il primo impianto italiano operativo entro il 2035, mentre la costruzione della prima serie dovrebbe partire dal 2030, coinvolgendo anche Francia, Polonia, Belgio e Finlandia.

Il contesto normativo e la legge delega

Il progetto si inserisce in un quadro regolatorio ancora in via di definizione. La legge delega sul nucleare sostenibile, approvata dalla Camera lo scorso giugno con 155 voti favorevoli e 86 contrari, è attesa al Senato per il via libera definitivo, che consentirebbe di emanare i decreti attuativi entro la fine dell'anno.

Il testo conferisce al governo una delega da esercitare entro dodici mesi per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi, prevedendo anche la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e misure di compensazione per i territori ospitanti gli impianti.

La tecnologia Nuward Smr e il ruolo della filiera italiana

Il reattore proposto è un Smr da 400 megawatt elettrici ad acqua pressurizzata, basato su tecnologia di terza generazione avanzata, in grado di produrre sia elettricità sia calore. Secondo Edison, un impianto in Italia potrebbe generare elettricità su una scala comparabile ai consumi di oltre un milione di famiglie, fornendo al contempo calore a basse emissioni destinato a sostituire parte del gas utilizzato dall'industria, con possibili applicazioni in distretti manifatturieri, poli chimici, aree portuali, reti di teleriscaldamento e grandi data center.

La partnership tra Edison ed Edf è di tipo paritario e coinvolge la filiera industriale italiana fin dalle fasi di progettazione dei moduli e dei componenti. Tra le aziende già coinvolte figurano Saipem, Webuild, Walter Tosto, Atb Riva Calzoni, Simic e Tectubi Raccordi, con l'obiettivo di costruire una catena del valore europea capace di replicare la tecnologia su scala industriale.

Il nodo dei costi e le posizioni critiche

Il costo livellato dell'energia atteso per il Nuward Smr è indicato intorno ai 100 euro per megawattora, un dato che secondo l'amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, risponde ai requisiti di sicurezza tecnologica e complementarietà con le fonti rinnovabili. Il manager ha sottolineato come la copertura da rinnovabili di Edison sia attualmente al 50% e possa arrivare all'80%, ma il sistema necessiti comunque di una quota programmabile di generazione.

Sulla stima dei costi sono emerse perplessità: Giuseppe Onufrio, già direttore esecutivo di Greenpeace Italia, ha definito il progetto «l'ennesimo annuncio di propaganda», sostenendo che un reattore da 400 megawatt difficilmente possa produrre a costi inferiori a quelli previsti per impianti di taglia maggiore, per ragioni legate alla mancanza di economie di scala.

La sperimentazione al Brasimone e il progetto Precursor

Sul fronte delle tecnologie avanzate, procede in parallelo il progetto Precursor, il dimostratore non nucleare da circa 10 megawatt termici sviluppato dalla startup italo-francese Newcleo presso il Centro ricerche Enea del Brasimone. L'impianto, che non utilizza fissione ma riscaldatori elettrici per simulare le condizioni di esercizio di un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo, ha visto la partecipazione dell'azienda triestina Orion Valves per la fornitura delle valvole destinate al sistema di raffreddamento a piombo fuso.

Newcleo ha investito 61 milioni di euro negli ultimi quattro anni, con ulteriori 40 milioni previsti nei prossimi sei, puntando alla messa in servizio del primo reattore commerciale da 200 megawatt nel 2032.

Le tappe del progetto europeo

Il programma Nuward Smr è oggetto di confronto anticipato con otto autorità di sicurezza europee nell'ambito di una Joint Early Review, con l'obiettivo di integrare gli standard di sicurezza dei diversi Paesi già nelle prime fasi progettuali e accelerare i tempi autorizzativi. Il primo impianto è in fase di valutazione in Francia, mentre l'Italia punta a ospitare il secondo, con Edison pronta a svolgere il ruolo di investitore, operatore e aggregatore di consorzi.

La mappatura dei possibili siti italiani è già cominciata, con una collocazione probabile nel Centro-Nord, in prossimità di poli industriali e grandi centri di consumo.

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