Nucleare in Italia, il primo mini reattore SMR potrebbe arrivare entro il 2035

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il nucleare in Italia torna al centro del dibattito energetico con il progetto per un primo mini reattore modulare SMR previsto entro il 2035. Edison, insieme a Edf e alla controllata Nuward, ha presentato un piano basato su una nuova generazione di piccoli impianti destinati alla produzione di elettricità e calore.

Il progetto SMR di Edison, Edf e Nuward

Il piano illustrato nella sede Edison di Milano riguarda lo sviluppo di reattori nucleari modulari di piccola taglia con una potenza prevista di 400 MWe. L'obiettivo indicato dal gruppo francese Edf è realizzare dieci impianti SMR in Europa, con una prima unità destinata alla Francia e una successiva prevista in Italia con il coinvolgimento della filiera industriale nazionale.

La tecnologia Nuward è stata progettata per fornire energia elettrica e calore, caratteristica che la rende adatta anche a utilizzi industriali. Il modello si basa su un reattore modulare ad acqua pressurizzata e punta a ridurre la complessità rispetto ai grandi impianti nucleari tradizionali. Il programma richiede investimenti nell'ordine di decine di miliardi di euro e prevede una distribuzione dei costi attraverso più realizzazioni europee.

Perché il nucleare torna nel dibattito energetico italiano

La discussione sugli SMR arriva in una fase in cui la domanda elettrica italiana cresce anche per effetto della diffusione delle auto elettriche. A giugno 2026 queste vetture hanno superato il 10% delle nuove immatricolazioni, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre il parco circolante ha raggiunto oltre 435mila unità.

L'aumento dei consumi elettrici si confronta con un sistema di produzione ancora fortemente legato al gas e con costi energetici superiori rispetto ad altri Paesi europei. Il ritorno dell'energia atomica viene quindi collegato alla ricerca di nuove fonti programmabili, mentre governo e Parlamento lavorano alla definizione delle norme necessarie per consentire lo sviluppo dei nuovi impianti.

I possibili siti e le ipotesi per le nuove centrali

La scelta dei luoghi dove installare eventuali reattori modulari rappresenta uno dei passaggi centrali del programma italiano. Tra le ipotesi discusse negli ultimi mesi ci sono anche aree già legate alla storia nucleare del Paese, come i siti degli impianti dismessi dopo i referendum del 1987 e del 2011.

Il tema è stato affrontato anche a livello regionale. Il presidente della Liguria Marco Bucci ha dichiarato la disponibilità del territorio a valutare centrali nucleari di nuova generazione, descrivendo gli SMR come impianti di dimensioni ridotte rispetto alle centrali tradizionali e potenzialmente utilizzabili per esigenze industriali.

Nel percorso verso il nuovo nucleare italiano sono stati citati anche possibili accordi industriali con operatori internazionali. Edf ed Edison hanno indicato una collaborazione con aziende italiane della filiera, mentre altri progetti di reattori modulari sono stati associati alla possibilità di riutilizzare infrastrutture energetiche già esistenti.

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