Ccnl assicurativi, dalla firma con Ania aumenti per 280 euro e una tantum da mille

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stata firmata l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per il settore assicurativo, un’intesa che – dopo una trattativa definita complessa dalle segreterie sindacali – modifica in modo sostanziale le voci in busta paga di lavoratrici e lavoratori. L’accordo, siglato tra First Cisl e le altre sigle di categoria da una parte e l’Ania dall’altra, introduce un incremento retributivo complessivo di 280 euro mensili calcolati sul quarto livello, settima classe, il che corrisponde a una crescita di circa l’11,5% rispetto ai minimi precedenti. Tale cifra, che è destinata a essere riparametrata sugli altri livelli contrattuali, verrà erogata in tre soluzioni distinte: la prima tranche, comprensiva degli arretrati maturati, sarà visibile in cedolino già a partire dal mese di luglio.

Una tantum e welfare aziendale

Oltre all’aumento mensile, l’intesa tra le parti prevede l’erogazione di una somma una tantum pari a 1.000 euro – sempre riferita al quarto livello quale parametro di riferimento – che i sindacati hanno voluto destinare a un duplice canale di utilizzo. Nello specifico, 550 euro di questo importo saranno corrisposti direttamente in contanti, mentre i rimanenti 450 euro verranno vincolati a forme di welfare aziendale, un meccanismo che consente ai dipendenti di coprire spese per istruzione, salute o trasporti senza impatto fiscale. Non si tratta, e questo va sottolineato per comprenderne la portata, di un semplice rimborso spese: la cifra rappresenta il riconoscimento economico del periodo di vacanza contrattuale relativo all’anno 2025, un elemento che ha rappresentato uno dei nodi più complessi della negoziazione.

La sfida dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro

Un capitolo a parte, all’interno del documento sottoscritto a Milano, riguarda l’impatto delle nuove tecnologie sul personale. È stata infatti allegata al rinnovo una dichiarazione congiunta che fissa per la prima volta dei paletti chiari all’impiego dell’intelligenza artificiale all’interno delle agenzie e delle compagnie. Si legge nel testo che l’Ai – che pure molti osservatori indicano come una variabile cruciale per la produttività – non dovrà mai avere funzione sostitutiva della componente umana, ma dovrà essere impiegata esclusivamente come strumento di supporto a supporto delle lavoratrici e dei lavoratori. Un principio, questo, che qualcuno potrebbe interpretare come una semplice dichiarazione d’intenti, ma che in realtà vincola le aziende a non utilizzare gli algoritmi per decisioni autonome in materia disciplinare o organizzativa.

La posizione dei sindacati e la tutela generazionale

La reazione delle rappresentanze dei lavoratori non si è limitata a sottolineare i benefici strettamente economici. Il segretario nazionale della Fisac Cgil, Giacomo Sturniolo, ha tenuto a precisare come l’esito della trattativa abbia evitato quelle che a suo dire erano delle insidie nascoste nelle richieste datoriali iniziali. “Difendiamo il salario – ha dichiarato – ma soprattutto il contratto nazionale contro i tentativi di destrutturarlo e scaricare sui giovani condizioni peggiorative”. L’ipotesi di accordo, che ora dovrà essere sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori per la ratifica definitiva, ha dunque respinto clausole che avrebbero potuto creare disparità generazionali. Oltre ai profili economici e normativi, il rinnovo introduce anche nuove tutele per i cosiddetti “lavoratori fragili” e una regolamentazione più stringente in materia di appalti, due aspetti che sindacati e associazioni datoriali hanno definito qualificanti per l’intera durata del prossimo quadriennio.

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