Bambole di pezza a Sanremo, il punk rock al femminile debutta all'Ariston con "Resta con me"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il loro urlo di gioia, quello diffuso sui social network nel momento in cui hanno appreso la notizia della selezione, è diventato in breve tempo virale, quasi a preannunciare l’energia che questa band, nella sua formazione attuale, intende portare sul palco del Teatro Ariston. Le Bambole di pezza, infatti, sono tra i trenta Big in gara al Festival di Sanremo 2026, e si apprestano a vivere una prima volta assoluta, non solo per loro, ma per la stessa storia della kermesse, trattandosi dell’unica rock band composta esclusivamente da donne ad esibirsi in questa edizione. La formazione, che affonda le sue radici nella scena punk rock milanese del lontano 1997, è oggi composta da Cleo, all'anagrafe Martina Ungarelli di trent'anni, alla voce; da Morgana Blue, ovvero Lisa Cerri che di anni ne ha cinquanta, e da Dani Piccirillo, che con i suoi quarantacinque anni condivide con Morgana la chitarra e la storia più lunga del gruppo. A completare la line-up ci sono poi Kaj, il nome d'arte di Caterina Dolci, trentatreenne al basso, e Xina, la trentaduenne Federica Rossi alla batteria -1-4.
Dalla scena underground al palco dell’Ariston, un percorso di vent'anni
Il cammino che ha portato le cinque musiciste a calcare il palcoscenico sanremese è costellato di cambi di formazione, pubblicazioni e un impegno costante, lontano dai riflettori del mainstream. Nate a Milano da un'idea della chitarrista Morgana, le Bambole di pezza debuttano discograficamente nel 2002 con l'album “Crash Me”, un lavoro che attingeva a piene mani dal movimento riot grrrl e dal punk rock energico di quegli anni, come testimoniano i videoclip dei singoli “Le Streghe” e “Rock'n'roll” che ottennero una certa rotazione sui canali musicali dell'epoca -1. Un momento particolare della loro carriera, che ne sancì una certa popolarità anche al di fuori dei circuiti strettamente live, fu la partecipazione a un episodio della serie televisiva “L'ispettore Coliandro”, intitolato “Il giorno del lupo”, in cui interpretavano sé stesse, la band di cui la protagonista Nikita era ammiratrice, eseguendo proprio il brano “Le Streghe” -2-3. Dopo alterne vicende, tra cui l'uscita di membri storici come la cantante Micky e un periodo di pausa, il progetto viene rilanciato nel 2022 dalle due chitarriste fondatrici, Morgana e Dani, che innestano nuovo sangue con l'arrivo di Cleo, Kaj e Xina, dando vita a una rinnovata fase creativa che le ha portate, tra l'altro, ad aprire i concerti di colossi del rock internazionale come i Def Leppard, i Motley Crue e persino i Sex Pistols -2-9.
“Resta con me”, un brano corale scritto anche con Nesli
Il pezzo con cui le Bambole di pezza si presenteranno al pubblico dell'Ariston, e che verrà giudicato dalla sala stampa, dalle giurie e dal televoto, si intitola “Resta con me”. Si tratta di una ballata che, pur mantenendo la cifra stilistica del gruppo, oscilla tra sonorità pop e l'inconfondibile attitudine punk rock di cui sono da sempre portabandiera. Il brano porta la firma, oltre che delle stesse componenti della band, anche di A. Spigaroli, S. Borrelli e di un nome noto al grande pubblico come Francesco Tarducci, in arte Nesli, che le ragazze hanno dichiarato di aver sempre stimato, aprendosi con piacere a questa collaborazione pur tenendo a sottolineare la loro abitudine a scrivere in autonomia i propri testi -4. Il testo, come rivela un passaggio riportato in una recente intervista, contiene versi piuttosto significativi: “Una ragazza, una chitarra, e una tempesta/Questi non sanno cosa provo dentro”, una dichiarazione d'intenti che sembra voler ribadire la complessità e la profondità di un sentire artistico che va oltre le apparenze e i facili giudizi.
Un significato che parla di unione e di esperienze vissute
Il significato profondo di “Resta con me”, come hanno avuto modo di spiegare le dirette interessate in un'intervista rilasciata a RaiPlay, affonda le radici nel coraggio di rimanere uniti, specialmente quando si attraversano momenti particolarmente complessi. Le Bambole di pezza hanno raccontato come il brano nasca da un vissuto reale, dalle difficoltà incontrate all'interno del gruppo stesso, quei conflitti e quei dubbi che talvolta portano a pensare di voler mollare tutto. Da quelle situazioni, dalla necessità di dirsi l'un l'altra di restare nonostante tutto, è nata l'ispirazione per una canzone che vuole essere un messaggio universale, valido per chiunque si trovi ad affrontare una tempesta, e che ora le porta, dopo anni di gavetta, a vivere quella che per molti è la vetrina più importante della musica leggera italiana. La band stessa, in un post sui propri canali social, ha sottolineato come la loro presenza in un contesto simile rappresenti una responsabilità e un simbolo, oltre che una promessa mantenuta verso chi le ha sempre sostenute -7.




