Macron riconferma la responsabilità della Francia nel genocidio in Ruanda

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente francese Emmanuel Macron ha riconfermato la responsabilità della Francia nel genocidio in Ruanda. Nel suo videomessaggio, diffuso in occasione del trentesimo anniversario dei massacri, Macron ha ribadito le sue parole del 27 maggio 2021, ringraziando il Presidente Kagame per l'accoglienza riservata alle sue parole e sottolineando l'apertura di una nuova pagina nelle relazioni tra i due paesi.

Riflessioni sul passato

Macron ha sottolineato l'importanza di dare un nome al passato e di continuare ad analizzarlo e studiarlo nelle migliori condizioni possibili. Ha evidenziato l'importanza del lavoro degli storici e ha sottolineato la necessità di continuare a studiare e trasmettere il passato. Questo è anche il senso delle missioni che stanno continuando tra accademici e storici ruandesi e francesi e di tutto il mondo.

Il genocidio in Ruanda

Il genocidio in Ruanda, avvenuto trent'anni fa, dal 7 aprile al 16 luglio 1994, ha causato la morte di quasi un milione di persone di etnia Tutsi e Hutu moderati. Questo orribile evento è stato il risultato di un lungo processo di istigazione all'odio e di deumanizzazione del "nemico", fomentato da potenze coloniali e dalla Chiesa. Il 7 aprile del 1994, in Rwanda iniziò l’agghiacciante genocidio della minoranza Tutsi (e degli Hutu moderati) da parte degli Hutu.

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