La Repubblica cambia proprietà: i Kyriakou rilevano Gedi, Exor si concentra su nuovi investimenti
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Redazione Economia
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Si è concluso il lungo negoziato che porta alla cessione del gruppo editorale Gedi, un passaggio storico che segna l’uscita della famiglia Agnelli-Elkann dall’editoria italiana dopo oltre cento anni. L’operazione, perfezionata nelle ultime ore, vede l’acquisizione del 100 per cento del capitale da parte del conglomerato greco Antenna Group, di proprietà della famiglia Kyriakou, aprendo così una nuova fase per uno dei poli più influenti del panorama mediatico nazionale.
L’accordo, che era nell’aria da mesi e ha richiesto complesse trattative, trasferisce nelle mani di K Group – la holding che controlla Antenna – un perimetro di attività piuttosto ampio: oltre al quotidiano la Repubblica, il pacchetto comprende i marchi radiofonici Radio Deejay, Radio Capital e m2o, le testate digitali HuffPost Italia, National Geographic Italia, la rivista di geopolitica Limes e la concessionaria di pubblicità Manzoni. La Stampa, storica testata torinese, è stata invece volutamente esclusa dall’operazione e, secondo quanto già annunciato, seguirà un percorso separato con la vendita al gruppo editoriale Sae, insieme al suo centro stampa e alla relativa rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale.
La strategia di Exor e il ruolo di John Elkann
Per Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla realtà come Stellantis, Ferrari e la Juventus, l’uscita dal settore editoriale rappresenta una scelta di semplificazione del portafoglio, mirata a liberare risorse per concentrarsi su investimenti di maggiore dimensione. Il presidente John Elkann, nella lettera annuale agli azionisti, ha spiegato come la cessione di Gedi rientri in una più ampia strategia di razionalizzazione: a questa si aggiungono le dismissioni di altre partecipazioni, che porteranno nelle casse del gruppo una liquidità disponibile destinata a superare i 3,5 miliardi di euro. Elkann ha parlato esplicitamente di un futuro “investimento significativo, per dimensione e ambizione analogo a quello in Philips”, sottolineando che la priorità non è stata quella di accettare l’offerta più alta, bensì di individuare acquirenti in grado di garantire la continuità e lo sviluppo futuro delle società cedute.
L’ingresso dei Kyriakou e il nuovo assetto dirigenziale
L’acquirente, Antenna Group, è un gruppo internazionale radicato nel settore dei media, della produzione di contenuti e dell’intrattenimento, con una presenza significativa non solo in Grecia ma anche nell’Europa dell’Est, negli Stati Uniti e in Australia. La famiglia Kyriakou, originariamente armatori, ha diversificato i propri interessi nei decenni, e oggi il gruppo è guidato da Theodore Kyriakou, che recentemente era tra gli invitati alla cena di stato con il presidente americano Donald Trump durante il viaggio in Medio Oriente. Con l’acquisizione, Antenna ha già delineato le linee guida del nuovo corso, annunciando investimenti per ampliare la diffusione de la Repubblica e sviluppare ulteriormente il business radiofonico con l’obiettivo di creare un hub nel Mediterraneo.
Sul fronte della gestione, sono state comunicate le prime nomine a garanzia della continuità operativa. Mirja Cartia d’Asero, manager con esperienza nei settori finanziario e mediatico, è stata nominata amministratore delegato del gruppo Gedi. La direzione del quotidiano la Repubblica rimarrà affidata a Mario Orfeo, mentre la guida delle attività radiofoniche resterà a Linus, assicurando una transizione graduale per le redazioni.
Le implicazioni dell’operazione per il settore editoriale
Il perfezionamento della vendita, formalizzata con una comunicazione ai dipendenti dal presidente uscente Paolo Ceretti, chiude un capitolo lungo un secolo per la famiglia Agnelli, che aveva rilevato La Stampa negli anni Venti e costruito successivamente un impero nell’informazione. L’operazione, che esclude la testata torinese, segna un ridisegno delle alleanze nell’editoria italiana, con l’arrivo di un soggetto internazionale che intende rafforzare la presenza italiana nel contesto globale. Antenna ha fatto sapere di voler potenziare le sinergie tra i vari brand acquisiti, puntando su nuovi formati come documentari informativi, podcast e produzioni per lo streaming, oltre a valutare una possibile espansione nel settore cinematografico, sfruttando le relazioni con operatori globali come Netflix per ampliare il raggio d’azione dei contenuti giornalistici prodotti dalle nuove testate.




