Caso Equalize, La doppia morale di La Russa su spioni e dossier
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Redazione Interno
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Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, noto per le sue interpretazioni personali degli eventi, si è trovato recentemente a commentare l'inchiesta che ha travolto la società di consulenza Equalize, gestita dall'ex superpoliziotto Carmine Gallo. La Russa, già al centro di polemiche per la sua rilettura della storia riguardante via Rasella, ha dovuto affrontare le implicazioni di un'indagine che coinvolge funzionari della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Secondo i carabinieri, dall'inizio dell'attività tecnica si è accertato che presso gli uffici della Equalize si sono recati funzionari governativi le cui conversazioni non sono state oggetto di sunto e trascrizione. Questa evidenza dimostra l'entratura dei soggetti coinvolti e la rete di conoscenze e contatti di cui dispongono, pur non avendo alcun ruolo organico con gli apparati di sicurezza nazionali.
Tra gli indagati spicca il nome di Mattia Coffetti, classe 1988, già noto alle cronache per essersi impiantato un chip sottopelle. Coffetti è accusato di essere coinvolto nel furto di dati che ha permesso alla Equalize di ottenere informazioni riservate per oltre 400 clienti, tra cui piccoli imprenditori, multinazionali e studi legali. Questi ultimi, consapevolmente o meno, hanno utilizzato tali informazioni per motivi di business, ma non sono mancate questioni private, come quella dell'imprenditore romano Lorenzo Sbraccia, che ha fatto pedinare l'ex banchiere Gianluca Jacobini e la moglie Amalia Alicino.
L'inchiesta, che ha portato alla luce una fitta rete di spionaggio e dossieraggio, continua a svelare nuovi dettagli, mettendo in evidenza le connessioni tra Equalize e vari settori della società italiana.




