Il concertone del Primo Maggio 2026 tra volti noti e scommesse: Arisa, Spollon e BigMama alla prova della piazza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’auditorium naturale che si stende ai piedi della basilica, quello stesso abbraccio di selciato che per decenni ha assorbito canti, striscioni e attese politiche, si prepara a una nuova, densa giornata di amplificatori. Piazza San Giovanni a Roma ha già iniziato a brulicare di operai, tecnici e allestitori, intenti a trasformare il consueto sfondo lateranense nel palcoscenico del Concertone del Primo Maggio. Sarà un’edizione, quella del 2026, che prova a coniugare la memoria operaia con un registro volutamente più snello: i sindacati promotori hanno infatti insistito su un’idea di «leggerezza e spontaneità», pur senza mai abbandonare il nocciolo duro delle rivendicazioni sociali. L’hanno ribadito durante la conferenza stampa negli studi Rai di via Asiago, dove sono stati svelati i nomi dei conduttori e la lunga teoria degli artisti.

A reggere il filo della kermesse (che resta l’appuntamento musicale gratuito più grande d’Europa) sarà un trio composito. Da un lato c’è Arisa, cantante dal piglio teatrale e capace di alternare malinconia e scoppi ironici; dall’altro Pierpaolo Spollon, volto noto della fiction ma alla sua prima esperienza su un palco sindacale, il che rappresenta un azzardo calcolato dagli organizzatori. A chiudere il cerchio, una «veterana» del palco di San Giovanni: BigMama, che dopo aver già condotto due edizioni si ritrova ora a fare da ago della bilancia tra la novità e la continuità. Toccherà a loro tre accogliere, uno a uno, i circa 50 interpreti che animeranno la lunga giornata a partire dalle 13, quando l’opening schiererà altri 6-7 artisti oltre ai 45 annunciati.

I numeri del palco, i ritorni e le scelte (quasi) militari

L’elenco ricalca, nelle sue linee, la volontà di mescolare generazioni e ascolti: ci sono i Pinguini Tattici Nucleari, i Litfiba, Madame, Geolier, Emma, Rocco Hunt e poi Niccolò Fabi, Dolcenera, Riccardo Cocciante, Levante, Irama, senza dimenticare la presenza dell’Orchestra Popolare La Notte Della Taranta e di Paolo Belli. Complessivamente, una quarantina di nomi si alterneranno in una maratona che non conosce pause lunghe. I riflettori, inevitabilmente, si accenderanno anche sulle assenze o sulle scelte inedite: l’apertura alle sonorità più contemporanee (chi cercasse Ditonellapiaga, Frah Quintale o i Bambole Di Pezza li troverà in scaletta) convive con episodi di cruda attualità. Proprio nei giorni precedenti, un’indagine della Procura di Roma – che vi si è dedicata con il consueto riserbo – ha fatto luce su un giro di false fatturazioni legato alla vendita di materiale audio per eventi pubblici; due tecnici sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, senza che finora siano emersi collegamenti diretti con l’organizzazione del Concertone. La magistratura, incalzata dalle verifiche contabili delle ultime settimane, sta vagliando la posizione di un terzo indagato, ma al momento nessun elemento ha scalfito il regolare svolgimento delle prove in piazza.

«Sognando Woodstock», la provocazione della Uil e lo sguardo su Tor Vergata

Mentre i fonici rifinivano l’equalizzazione, il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha lanciato un’idea che qualcuno, nei corridoi della Cgil e della Cisl, ha accolto con un misto di perplessità e interesse. «Piazza San Giovanni è un’icona, un simbolo – ha dichiarato – ma dobbiamo guardare al futuro. Serve un po’ di coraggio». La proposta è quella di spostare in futuro l’intera manifestazione sulla grande spianata di Tor Vergata, lo stesso luogo che ventisei anni fa vide radunarsi due milioni di persone per una veglia papale e che il 4 luglio ospiterà il concerto, già sold out, di Ultimo. Bombardieri ha evocato lo spirito di Woodstock («una giornata intera di musica») senza però definire tempi o modalità dello spostamento. I sindacati, che pure restano gli unici artefici dell’evento, non hanno ancora ufficialmente aperto un tavolo tecnico, ma la sola ipotesi ha riacceso il dibattito sulla vocazione del Concertone: luogo di lotta operaia o grande festa intergenerazionale?

Dove seguirlo e il peso (non scontato) della diretta nazionale

L’intera manifestazione sarà trasmessa in televisione, radio e streaming, coprendo di fatto ogni possibile finestra di fruizione. Una scelta, quest’ultima, che riflette la volontà di non lasciare indietro nessuna fetta di pubblico, nemmeno quella più lontana da Roma. Le telecamere inquadreranno piazza San Giovanni fin dalle prime ore pomeridiane, con regia che dovrà bilanciare la resa audio dei decine di artisti e la gestione di un flusso di spettatori atteso in crescita rispetto agli ultimi anni. Nel frattempo, le prove proseguono tra corridoi blindati e transenne già posizionate, mentre alcune associazioni di quartiere hanno chiesto – senza successo – un presidio antintrusione per evitare danni alle aree verdi limitrofe. Nessun commento ufficiale, però, è arrivato dal comitato organizzatore. Il Concertone si farà, con i suoi conduttori, i suoi ospiti, le sue contraddizioni e quel sottile filo rosso che lega ancora la musica da ballare alla memoria di chi quel primo maggio, un tempo, non tornava a casa.

Meta Description (max 160 caratteri): Arisa, Spollon e BigMama conducono il Concertone 2026 a San Giovanni. 45 artisti, l’ipotesi Tor Vergata e le prove in piazza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.