Ma il 1° maggio è sempre musica: Concertone, tra volti nuovi e il ricordo di Geolier

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se esiste un rituale laico capace di scandire il tempo della Repubblica con la stessa precisione del 25 Aprile o del 2 Giugno, questo è probabilmente il Concertone in Piazza San Giovanni a Roma. La 2026 non fa eccezione, anzi: mentre l’urbe si prepara ad accogliere le oltre cinquantamila persone attese (un afflusso che trasforma la zona del Laterano in un organismo pulsante e temporaneo), la macchina organizzativa, promossa da Cgil, Cisl e Uil, mette a punto gli ultimi dettagli di una maratona che durerà più di dieci ore. Si parte nel primo pomeriggio, con l’apertura affidata a Paolo Belli, per proseguire senza sosta fino a notte fonda, dove a chiudere le danze sarà il ritmo travolgente dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. Un evento, questo, che i sindacati hanno voluto legare a uno slogan specifico – "Lavoro dignitoso" – per sottolineare, in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dalle nuove precarietà, l’urgenza di tornare a parlare di tutele e contrattazione.

Un trio inedito alla conduzione tra esordi e ritorni

La vera novità di quest’anno, a livello di look&feel, risiede probabilmente nella composizione del terzetto che gestirà le transizioni tra un’esibizione e l’altra. Se BigMama rappresenta ormai la "veterana" della situazione (per lei si tratta della terza conduzione consecutiva, il che le garantisce una dimestichezza rara con i tempi e le ansie della diretta), al suo fianco fanno il loro ingresso due volti nuovi per questo specifico palco: Arisa e Pierpaolo Spollon. Per la cantante di Sincerità e per l’attore, questa è una prima volta assoluta in veste di presentatori del Primo Maggio, un incarico che tradizionalmente espone a un pubblico enorme, sia in piazza che davanti alla tv. A loro spetterà il compito, non sempre semplice, di raccordare le decine di performance live, cercando di mantenere alta l’energia di una folla che, come ogni anno, si muove al ritmo di generazioni musicali anche molto distanti tra loro.

Geolier, la denuncia silenziosa della scaletta

Tra i big in scaletta, ce n’è uno la cui presenza quest’anno varca il confine della semplice esibizione musicale. Geolier, il rapper partenopeo che sta riempiendo gli stadi, ha annunciato che utilizzerà il palco del Concertone per un gesto dalle forti implicazioni civili: la lettura dei nomi di alcuni giovani innocenti uccisi a Napoli. Non si tratta, nelle sue intenzioni dichiarate alla vigilia, di un comizio politico né di una semplice dedica: l’artista ha spiegato di voler pronunciare quei cognomi (tra cui spiccano quelli di Santo Romano e Giovanbattista Cutolo, due vittime di agguati che hanno scosso l’opinione pubblica) per sottrarli all’oblio e alla pericolosa "normalità" della cronaca. È un messaggio, il suo, che mira dritto al cuore della generazione Z, approfittando della potenza di amplificazione mediatica che solo un evento nazionale può garantire.

Oltre cinquanta artisti per un mosaico generazionale

Oltre a lui, il palco allestito in piazza San Giovanni vedrà sfilare un parterre che mescola sapientemente hit parade e ricerca. Dai Pinguini Tattici Nucleari (di ritorno dopo il successo travolgente degli ultimi anni) a Emma, passando per Madame, Litfiba (nella loro formazione storica) e il ritorno di Riccardo Cocciante, la lista dei protagonisti sfiora quota 45 artisti ufficiali, senza contare le sei o sette realtà emergenti che avranno il loro spazio nella fase di apertura, a partire dalle 13.30. L’intera giornata, come da tradizione consolidata, sarà trasmessa in diretta su Rai 3, con finestre dedicate anche su Rai Radio 2 (la radio ufficiale dell’evento) e sulla piattaforma RaiPlay, garantendo così una copertura totale a chi non potrà raggiungere la Capitale.

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