Euro digitale, Panetta rassicura le banche: "Costi contenuti, è un'opportunità"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’Unione Europea si appresta a compiere un passo decisivo verso una nuova era per i pagamenti, il progetto dell’euro digitale, che mira a creare un circuito unico e autonomo per l’intera area dell’euro, si avvicina alla fase operativa. La Banca Centrale Europea, la quale intende così rispondere alla crescente domanda di strumenti di pagamento digitali e al parallelo declino dell’uso del contante, è sul punto di dare il via libera formale all’implementazione, un passaggio che, secondo quanto anticipato, potrebbe concretizzarsi nel corso del consiglio direttivo in programma a Firenze. Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, intervenendo alla Giornata del Risparmio, ha delineato con chiarezza i contorni di un’iniziativa che, sebbene comporti degli oneri per gli istituti di credito, rappresenta per essi una scelta strategica imprescindibile.

Un investimento per il futuro del sistema bancario

Panetta, il quale ha voluto sottolineare come l’euro digitale costituisca un’occasione per “ampliare la gamma dei servizi di pagamento digitale”, ha posto l’accento sulla possibilità per le banche di mantenere un “rapporto diretto con la clientela” mentre operano “su scala paneuropea”. Questo aspetto, spesso trascurato nel dibattito pubblico, è fondamentale per comprendere la portata di un cambiamento che non esclude gli intermediari tradizionali, bensì li integra in un ecosistema più vasto e moderno. L’introduzione della nuova moneta, che promette di ridurre le commissioni e di semplificare le transazioni per i cittadini, si configura pertanto non come una minaccia, ma come un volano per l’innovazione e la competitività degli istituti stessi.

La questione dei costi e il rimborso attraverso il signoraggio

Uno dei nodi cruciali, sollevato con insistenza dall’Associazione Bancaria Italiana attraverso il suo presidente Antonio Patuelli, riguarda proprio gli oneri finanziari che le banche dovranno sostenere. A tal proposito, Panetta ha fornito stime precise, indicando in circa un milione di euro, da diluire in un arco di quattro anni, il costo medio di adattamento dei sistemi per ogni banca, con un ovvio scostamento verso l’alto per gli istituti di dimensioni maggiori. Ha inoltre specificato che le spese per l’infrastruttura tecnologica di base saranno coperte in prima battuta dalla Bce e dalle Banche centrali nazionali, le quali poi recupereranno l’investimento attraverso i proventi del signoraggio, ovvero il reddito derivante dall’emissione di moneta.

Verso una nuova sovranità economica e monetaria

Al di là degli aspetti tecnici e contabili, l’euro digitale rappresenta una scelta di campo di ampio respiro per la sovranità economica dell’Unione. La creazione di un circuito di pagamento europeo integrato, che oggi non esiste, risponde all’esigenza di ridurre la dipendenza da sistemi extraterritoriali e di garantire un controllo più stringente sulle transazioni, un elemento, quest’ultimo, che tocca da vicino anche il tema della privacy e della sicurezza dei dati personali. Si tratta di un’evoluzione naturale della moneta unica, progettata per un’economia ormai profondamente digitalizzata, che mira a coniugare l’efficienza con l’autonomia strategica del blocco europeo.

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