Allarme alimentare: ritirati formaggio e mozzarella per contaminazione
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Redazione Economia
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Un lotto di formaggio Casolet, prodotto in Trentino, è stato ritirato dal mercato dopo che l’azienda stessa ne ha segnalato la non conformità ai parametri microbiologici di sicurezza alimentare. La medesima segnalazione, che ha portato al ritiro precauzionale, riguarda anche una partita di burro dello stesso produttore. "A seguito di esami in autocontrollo – si legge nella nota diffusa dall'azienda – il casolet venduto tra il 30 luglio e il 7 agosto e il burro venduto tra il 14 luglio e il 13 agosto è risultato non conforme". I clienti che avessero acquistato i prodotti in quei periodi sono stati invitati a non consumarli e a restituirli al punto vendita per ottenere il rimborso o la sostituzione. La presenza del batterio Escherichia Coli, la cui tipologia non è stata specificatamente indicata, rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica, sebbene non siano stati segnalati casi di intossicazione.
Parallelamente, il ministero della Salute ha disposto il ritiro di cinque lotti di mozzarelle, prodotti nello stabilimento Granarolo di Usmate Velate, per il rischio fisico derivante dalla possibile presenza di corpi estranei metallici. I prodotti interessati, che erano stati commercializzati sotto gli insegne della grande distribuzione come Conad, Carrefour e Penny, sono stati immediatamente tolti dagli scaffali. L’avviso ufficiale, pubblicato sul portale del ministero, raccomanda a chiunque avesse in casa quelle confezioni di astenersi dal consumo e di riportarle al supermercato dove erano state acquistate.
Questi episodi, seppur distinti e riconducibili a contaminazioni di natura differente – microbiologica l'una, fisica l'altra – gettano un cono di luce sulle procedure di controllo della filiera agroalimentare. Nel primo caso, è lo stesso meccanismo dell’autocontrollo aziendale a aver funzionato da primo e fondamentale campanello d’allarme, innescando un’azione correttiva tempestiva e volontaria prima che le autorità sanitarie dovessero intervenire d’ufficio.




