Il ragazzo e l’airone di Miyazaki in prima tv su Rai 3
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In una serata che celebra un genio del nostro tempo, Rai 3 propone, in esclusiva e in prima visione, l’ultimo, acclamatissimo film di Hayao Miyazaki, “Il ragazzo e l’airone”, trasmesso non a caso nel giorno in cui il maestro giapponese compie gli anni. La pellicola, che ha conquistato la statuetta d’oro come miglior film d’animazione agli Oscar dello scorso anno, approda così sul piccolo schermo offrendo a un vasto pubblico la possibilità di immergersi in un’opera che, pur radicata in un Giappone lacerato dalla Seconda guerra mondiale, trascende tempo e geografia per parlare un linguaggio universale. La storia, infatti, prende le mosse da un evento tragico, la perdita della madre durante un bombardamento, per poi dipanarsi in un viaggio onirico e simbolico di rara potenza visiva ed emotiva.
Un racconto di dolore e di rinascita
Il giovane Mahito, protagonista della vicenda, dopo la scomparsa della madre Hisako si ritrova a dover affrontare un difficile trasferimento in campagna con il padre, il quale ha nel frattempo sposato Natsuko, sorella della defunta. L’ambiente isolato della vasta tenuta, invece di portare pace, diventa lo scenario di un turbamento interiore che sfocia in un’avventura straordinaria. È qui che incontra un airone cenerino parlante, figura enigmatica e guida bizzarra, che lo condurrà attraverso un mondo parallelo, popolato di creature fantastiche e governato da leggi arcane. Quel regno, che alcuni definirebbero pura invenzione narrativa, rappresenta in realtà il laboratorio alchemico dove il dolore del lutto viene progressivamente elaborato e trasformato.
Il peso di una carriera leggendaria
L’opera, che molti hanno interpretato come un testamento spirituale del suo autore, si inserisce in un solco creativo lungo decenni, costellato di capolavori assoluti che hanno plasmato l’immaginario di intere generazioni. Miyazaki, la cui firma è indissolubilmente legata anche a serie televisive cult come “Heidi”, ha costruito la sua fama mondiale attraverso i lungometraggi dello Studio Ghibli, da “Il mio vicino Totoro” a “La città incantata”, quest’ultimo già premiato con l’Oscar nel 2003. La vittoria ottenuta da “Il ragazzo e l’airone” non è quindi che l’ultimo, scintillante tassello di un percorso ricco di riconoscimenti internazionali, i quali, nel loro insieme, hanno il merito di aver elevato l’animazione a una forma d’arte maggiore, rispettata e amata in ogni angolo del pianeta.
Un evento televisivo che va oltre l’intrattenimento
La scelta del palinsesto di dedicare la serata a Miyazaki e alla sua ultima fatica assume dunque il significato di un omaggio profondamente sentito, che riconosce nel regista non solo un narratore di storie, ma un vero e proprio filosofo dell’immagine. La trasmissione del film, infatti, permette di apprezzare appieno la meticolosa cura per ogni fotogramma, la profondità dei temi trattati – la morte, la crescita, la responsabilità verso il mondo naturale – e quella peculiare sensibilità che riesce a coniugare la leggerezza del volo con il peso della memoria. Si tratta, in definitiva, di un’occasione per esperire la rara magia di un cinema che, pur mostrando luoghi fantastici, parla con straordinaria verità del cuore umano e delle sue infinite, complesse risonanze.




