Rai 3 omaggia Miyazaki nel giorno del compleanno con "Il ragazzo e l'airone"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La serata di Rai 3 di lunedì 5 gennaio si tinge di un'atmosfera speciale, trasformandosi in un regalo inaspettato per gli appassionati del cinema d'animazione. Alle 21.30, infatti, il canale pubblico trasmetterà in prima visione assoluta "Il ragazzo e l'airone", l'ultima fatica del maestro Hayao Miyazaki, proprio nel giorno in cui il regista giapponese compie 84 anni. Un omaggio non casuale, che riconosce il valore di un artista il cui genio creativo ha scavalcato i confini nazionali per imporsi a livello globale, elevando il disegno animato a linguaggio universale, capace di esplorare con grazia e complessità le pieghe più intime dell'esistenza umana.
Una storia personale sullo sfondo della guerra
La pellicola, che segna il ritorno di Miyazaki alla regia dopo l'annuncio del ritiro nel 2013 – poi fortunatamente rivisto –, affonda le sue radici in un Giappone lacerato dal conflitto. La narrazione si apre a Tokyo, negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, dove il giovane Mahito vive il trauma di perdere la madre, Hisako, durante un bombardamento. Suo padre, in un tentativo di ricostruire un equilibrio familiare, decide di risposarsi con Natsuko, sorella della defunta moglie, e di trasferire la nuova famiglia in una vasta tenuta isolata, ai margini della città. È in questo luogo sospeso, tra la realtà e il ricordo, che prende avvio un viaggio onirico e simbolico, dove un airone parlante diviene la guida verso un universo parallelo, popolato di creature fantastiche e allegorie che celano, sotto la superficie, un profondo lavoro di introspezione e di elaborazione del lutto.
I riconoscimenti di un'opera e di una carriera straordinaria
"Il ragazzo e l'airone" non è solo l'ultimo capitolo di una carriera leggendaria, ma anche una delle opere più acclamate dalla critica internazionale. La pellicola, uscita nelle sale mondiali nel 2023, ha collezionato un impressionante numero di premi, tra i quali spiccano l'Oscar, il Golden Globe e il BAFTA per il miglior film d'animazione, consacrandosi come un evento cinematografico di portata storica. Questi trionfi si aggiungono a un palmarès personale per Miyazaki già stracolmo, che include un altro Oscar alla carriera e l'Orso d'oro a Berlino, solo per citarne alcuni, testimoniando una dedizione al mestiere che ha rivoluzionato il modo di concepire e realizzare l'animazione, influenzando generazioni di artisti in ogni angolo del pianeta. Dal successo commerciale, con un incasso di quasi trecento milioni di dollari, emerge chiaramente come il suo linguaggio, pur radicato nella cultura nipponica, parli un idioma comprensibile a tutti.
Il lascito di un maestro senza tempo
La programmazione della pellicola su Rai 3 rappresenta dunque un'occasione preziosa per riscoprire, o per conoscere per la prima volta, la poetica di un autore la cui filmografia, da "Heidi" – per cui lavorò nelle prime fasi della sua carriera – fino alle opere più celebri dello Studio Ghibli, ha sempre rifiutato la semplicistica divisione tra intrattenimento per l'infanzia e cinema per adulti. I suoi mondi, costruiti con un'artigianalità meticolosa e una visione filosofica unica, pongono domande essenziali sul rapporto tra uomo e natura, sulla memoria e sulla resilienza, senza mai cadere nella retorica o nelle facili soluzioni. La trasmissione in prima serata di un'opera così ricca e stratificata conferma, al di là del mero dato d'ascolto, il ruolo del servizio pubblico nel proporre una televisione di qualità, che sappia offrire spazi di riflessione e bellezza, invitando lo spettatore a lasciarsi avvolgere da un racconto che, come spesso accade con Miyazaki, nasconde significati profondi sotto l'apparenza di una favola.




