La Santa Sede pronta a mediare tra Russia e Ucraina, ma Mosca frena: si guarda a Ginevra
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue senza tregua, la diplomazia vaticana conferma la propria disponibilità a facilitare un negoziato, sebbene al momento non vi siano segnali concreti di apertura da parte del Cremlino. «Non ci sono ancora riscontri», ha dichiarato il Segretario di Stato Pietro Parolin, smorzando le voci circolate nelle ultime ore su un possibile incontro in Vaticano già a metà giugno.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nuovi colloqui potrebbero tenersi proprio nella sede pontificia, ma il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha subito precisato che «nessun accordo è stato raggiunto» e che la questione rimane «da definire». Un atteggiamento che riflette la cautela di Mosca, già evidente nelle settimane scorse quando, dopo l’apertura del cardinale Matteo Maria Zuppi, la risposta russa era stata descritta come «glaciale» da fonti vicine alla Santa Sede.
Intanto, tra le opzioni sul tavolo, sembra guadagnare terreno l’ipotesi di un primo round negoziale a Ginevra, dove le parti potrebbero tentare di ridurre le divergenze prima di eventuali sviluppi successivi. La Svizzera, neutrale e già sede di precedenti incontri, appare una scelta pragmatica, mentre Istanbul – sostenuta con forza dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan – rimane un’alternativa meno certa, nonostante i rapporti diretti tra Ankara e il Cremlino.




