Diabete di tipo 2, un'epidemia silenziosa tra i giovani
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Redazione Salute
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Un'immagine, quella di adolescenti e giovani adulti alle prese con una diagnosi di diabete di tipo 2, che sta diventando drammaticamente meno inusuale nei centri di cura di tutto il mondo. Una patologia, questa, che fino a non molto tempo fa veniva considerata quasi un'esclusiva dell'età matura, se non addirittura una condizione tipica degli anziani, e che oggi mostra invece un incremento esponenziale nella fascia d'età più giovane, come hanno evidenziato i recenti congressi internazionali di diabetologia. I dati, presentati sia dall'American Diabetes Association che dalla European Association for the Study of Diabetes, dipingono un quadro allarmante e globalizzato, segnando una tendenza in netta e preoccupante ascesa.
La situazione in Italia
La ricerca della Fondazione Aletheia, che ha analizzato l'evoluzione della malattia nel nostro Paese, rivela un aumento del 65% dei casi negli ultimi due decenni. Si è passati, infatti, da una percentuale del 4% di cittadini affetti nel 2003 a un 6,6% registrato nel 2022, un salto che delinea l'entità di un fenomeno sanitario di vasta portata. In questo scenario, dove l'attività sportiva e una corretta alimentazione conservano un ruolo fondamentale per la prevenzione e il controllo della malattia, si inserisce il dato locale della Bergamasca, dove il registro delle cronicità conta oltre cinquantamila diabetici. Roberto Trevisan, direttore della Struttura complessa di Malattie endocrine e Diabetologia dell’Asst Papa Giovanni, osserva come la tendenza sia quella di una crescita, spinta non solo dal fisiologico invecchiamento della popolazione ma anche, e in misura sempre maggiore, dagli stili di vita adottati.
L'importanza della prevenzione e della diagnosi
Proprio per fare informazione e rafforzare le attività di prevenzione, assume un valore particolare la Giornata mondiale del diabete, che si celebra annualmente. In occasione di quella per il 2025, si è tenuto a Roma un evento istituzionale che ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti. L'incontro ha posto l'accento sull'importanza cruciale della diagnosi precoce e sulla necessità di garantire su tutto il territorio nazionale un accesso omogeneo ai dispositivi medici necessari per la gestione della patologia. In Italia, stando alla Relazione al Parlamento 2024 redatta dal Ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, si stimano circa 4,3 milioni di persone con diabete, un numero che rende evidente la portata del fenomeno e l'urgenza di strategie condivise.
Uno sguardo d'insieme
A livello globale, le persone che convivono con il diabete superano la soglia del mezzo miliardo, un esercito silenzioso che rende la malattia una delle sfide sanitarie più pressanti del nostro tempo. L'aumento dei casi tra i più giovani, in particolare, segna un cambiamento epidemiologico significativo, spostando l'attenzione clinica e preventiva verso fattori di rischio un tempo meno considerati per queste fasce d'età. Se ne trae la conferma di come la patologia, con le sue complicanze, non sia più confinabile a un'idea di vecchiaia o di età avanzata, ma rappresenti ormai un'emergenza che interessa trasversalmente la società, richiedendo approcci innovativi e una sensibilizzazione costante.




