Povertà sanitaria in Italia, un'epidemia silenziosa

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In Italia, la povertà sanitaria è una realtà drammatica che colpisce un numero crescente di persone. Nel 2023, ben 463.176 individui si sono trovati in condizioni di povertà sanitaria, un dato che segna un preoccupante incremento dell'8,43% rispetto all'anno precedente. Questo fenomeno, che coinvolge anche 102.000 minori, evidenzia le difficoltà delle famiglie italiane, non solo quelle in condizioni di estrema povertà, nel far fronte ai costi della salute.

La situazione è resa ancora più critica dal fatto che molte persone non riescono a permettersi i farmaci di cui hanno bisogno. Quasi mezzo milione di italiani, infatti, si trova costretto a rivolgersi alle organizzazioni assistenziali per ricevere gratuitamente i medicinali necessari. Queste organizzazioni, circa 2.000 in tutto il paese, sono convenzionate con il Banco Farmaceutico e rappresentano l'unico modo per molte persone di accedere a farmaci che non vengono rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale.

Il problema della povertà sanitaria non riguarda solo l'accesso ai farmaci, ma anche la possibilità di ricevere cure mediche adeguate. Molti italiani, infatti, sono costretti a rinunciare a visite mediche e trattamenti a causa dei costi elevati. Questo fenomeno mette in luce una serie di questioni che riguardano l'efficienza e la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale, oltre che l'accesso alle cure per tutti i cittadini.

In una recente pubblicazione intitolata "Tra le crepe dell'universalismo – Disuguaglianze di salute, povertà sanitaria e Terzo settore in Italia", edita da Il Mulino e presentata alla Camera dei Deputati, l'Osservatorio povertà della Fondazione Banco Farmaceutico ha ribaltato lo stereotipo del malato immaginario di Molière, schizofrenico e diffidente di natura, sulla base dei dati raccolti in una indagine che riguarda le cure mediche, quelle differite o a cui si rinuncia e l'acquisto e il consumo dei farmaci.

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