Evenepoel vince la crono del Tour de France, Pogacar resta in maglia gialla
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Redazione Sport
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Nell'unica cronometro individuale di questa edizione della Grande Boucle, la sedicesima tappa da Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains, il belga Remco Evenepoel ha offerto una prova di straordinaria potenza e precisione, imponendosi con il tempo di 32'19"33. un successo che arriva al culmine di una prestazione praticamente perfetta, impreziosita dal fatto di essere giunto a ridosso della festa nazionale belga e davanti a una folla che non ha lesinato il proprio sostegno, anche se il risultato porta con sé un rammarico per le sorti del suo compagno di squadra Florian Lipowitz, costretto al ritiro a causa di una brutta caduta. il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe, già vincitore di due tappe in questa corsa, ha così messo a segno un altro importante colpo, precedendo la maglia gialla Tadej Pogacar di 28 secondi; un distacco che, se da un lato conferma la sua superiorità nella disciplina contro il tempo, dall'altro lascia intatto il predominio dello sloveno nella classifica generale. la sfida a due, che aveva già infiammato le tappe precedenti, ha trovato nella cronometro di 26,1 chilometri un nuovo, emozionante capitolo, in cui Evenepoel ha sfruttato al meglio le caratteristiche di un percorso che, lungi dall'essere un semplice rettilineo piatto, presentava insidie tecniche e un significativo dislivello, con la salita di Côte de Larringes a fare da primo vero banco di prova per i pretendenti al successo di giornata e alla classifica finale.
La cronaca di una prova regale
La sedicesima tappa, lunga 26,1 chilometri con partenza da Évian-les-Bains, ha subito messo in luce le qualità dei big in lotta per il podio, sin dai primi intertempi la superiorità di Evenepoel è apparsa evidente, con un ritmo sostenuto che gli ha permesso di transitare al primo rilevamento cronometrico con un vantaggio di 7 secondi su Pogacar.
Lo sloveno, da par suo, non ha mai ceduto di un centimetro, amministrando con saggezza uno sforzo che gli consentiva di limitare i danni su un terreno, quello della cronometro, meno favorevole rispetto alle ascese alpine dove ha spesso dettato legge, e il gap finale di 28 secondi rappresenta per lui un risultato più che positivo, considerando il margine di oltre quattro minuti accumulato nelle settimane precedenti.
L'impressione, una volta archiviate le cronache del giorno, è che la maglia gialla, saldamente sulle spalle di Pogacar, possa guardare con una certa serenità alle prossime tappe alpine, nonostante l'evidente stato di grazia del suo inseguitore belga, capace di infliggergli la seconda sconfitta consecutiva dopo quella di domenica a Plateau de Solaison.
Ottima la prova di Mattias Skjelmose, che con il terzo tempo di giornata a 1'04" ha confermato le sue qualità di passista, anche se la delusione più grande per i tifosi italiani è arrivata dalle prestazioni dei nostri portacolori: mentre Mattia Cattaneo si è distinto con un eccellente sesto posto, restando a lungo in testa alla corsa virtuale, l'attenzione era rivolta a Filippo Ganna che, nonostante fosse uno dei favoriti della vigilia, non ha saputo esprimere il proprio potenziale, chiudendo in undicesima posizione, a oltre due minuti dal vincitore. il verdetto del giorno ha dunque premiato gli specialisti puri, ma ha anche indicato come la capacità di gestire la fatica nelle ultime frazioni di montagna sarà determinante per la conquista del podio finale.
Un podio tutto da difendere
Le conseguenze in classifica generale sono state significative ma non tali da ribaltare la situazione, con Evenepoel che si consolida al secondo posto con un distacco di 4'32" dalla maglia gialla, un margine che, seppur ridotto di 28 secondi, lascia ancora ampi spazi di manovra a Pogacar. La vera lotta si è infiammata invece alle loro spalle, dove il podio virtuale vede ora issarsi il giovanissimo messicano Isaac Del Toro, terzo a 6'51", davanti al francese Paul Seixas, che con un'ottima cronometro ha rosicchiato qualche secondo al diretto rivale.
L'incidente occorso a Florian Lipowitz, che era quinto in classifica, ha stravolto le gerarchie nella top ten, aprendo scenari inediti per corridori come Juan Ayuso, autore di una prova opaca, e lo stesso Skjelmose, che ora ambisce a scalare ulteriormente le posizioni.
La caduta di Lipowitz, che mentre stava disputando una frazione di livello ha perso il controllo della bicicletta in una curva a destra, è stato il momento più drammatico di una giornata che si era aperta all'insegna dell'agonismo puro; il corridore tedesco, dopo essere scivolato violentemente sull'asfalto e aver battuto la spalla contro un marciapiede, è stato costretto a lasciare la corsa con la frattura della clavicola sinistra, un incidente che ha turbato anche Pogacar, il quale ammette di aver rischiato una caduta simile nello stesso punto.
Al di là del risultato sportivo, questo episodio riporta al centro del dibattito la sicurezza dei tracciati, con un percorso che ha messo a dura prova la concentrazione e l'abilità dei corridori, e che ora la squadra del vincitore dovrà metabolizzare per affrontare le prossime tappe, la numero diciassette da Chambéry a Voiron, prive di un uomo che avrebbe potuto dare un contributo fondamentale per la classifica.




