Apple sotto il mirino dell'antitrust UE per le regole dell'App Store
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La Commissione europea ha recentemente espresso la sua opinione preliminare sulle restrizioni imposte da Apple agli sviluppatori di app. Secondo la Commissione, queste restrizioni impediscono agli sviluppatori di comunicare, promuovere offerte e concludere contratti attraverso il canale di distribuzione di loro scelta.
Le accuse dell'UE ad Apple
La Commissione sostiene che le tariffe che Apple addebita agli sviluppatori per l’acquisizione iniziale di nuovi clienti tramite l’App Store vanno oltre quanto strettamente necessario. Inoltre, la Commissione ha avviato una nuova procedura di non conformità contro Apple a causa del timore che i suoi nuovi requisiti contrattuali per gli sviluppatori di app di terze parti e gli app store, inclusa la nuova "Core Technology Fee" di Apple, non siano in grado di garantire l'effettiva conformità agli obblighi di Apple ai sensi il Digital Markets Act (DMA).
Le regole dell'App Store violano il DMA
Secondo la Commissione europea, le regole dell'App Store violano il DMA, poiché impediscono agli sviluppatori di app di indirizzare liberamente i consumatori verso canali alternativi per offerte e contenuti. Questa accusa rappresenta un duro colpo per Apple, che ha sempre difeso le sue politiche come necessarie per mantenere la qualità e la sicurezza dell'App Store.
La risposta di Apple
Apple ha risposto alle accuse della Commissione affermando di aver apportato una serie di modifiche per conformarsi alla DMA in risposta al feedback degli sviluppatori e della Commissione Europea. L'azienda è certa che il suo piano sia conforme alla legge e stima che oltre il 99% degli sviluppatori pagherebbe ad Apple commissioni uguali o inferiori in base ai nuovi termini commerciali che ha creato. Tuttavia, resta da vedere se queste modifiche saranno sufficienti per placare le preoccupazioni della Commissione europea.




