Gaza, l’Idf indaga sulla morte di nove bambini a Khan Yunis: la strage di una famiglia
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Redazione Esteri
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Le forze armate israeliane hanno avviato un’inchiesta sull’attacco aereo che ieri ha ucciso nove minori palestinesi a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. L’incidente, che ha scatenato un’ondata di indignazione, è avvenuto nel corso di un’operazione militare in cui l’Idf ha colpito "diversi sospettati" in un edificio vicino alla zona di attività delle truppe di terra. L’esercito israeliano ha ribadito che l’area era stata dichiarata zona di combattimento, con precedenti ordini di evacuazione per i civili, ma i fatti raccontano una tragedia che va oltre le dichiarazioni ufficiali.
Nella casa colpita viveva la famiglia di Alaa al-Najjar, pediatra dell’ospedale Nasser, che al momento del raid si trovava al lavoro. Il marito, Hamdi, anche lui medico, era uscito da poco per tornare dai figli quando l’esplosione ha distrutto l’abitazione. Dei loro dieci bambini, nove sono morti sul colpo: il maggiore aveva 12 anni, il più piccolo solo sette mesi. L’unico sopravvissuto, Adam, di 11 anni, è ricoverato in gravi condizioni.
L’Idf, pur confermando l’attacco, ha precisato che gli accertamenti sono in corso per chiarire le dinamiche di un episodio che riaccende il dibattito sulle conseguenze dei raid in aree densamente popolate. Solo nelle ultime 24 ore, oltre 100 obiettivi nella Striscia sono stati colpiti, in un’offensiva che prosegue senza tregua.
Intanto, dalla Commissione europea arriva un segnale di attenzione alla crisi mediterranea. Dubravka Šuica, commissaria al Mediterraneo, ha annunciato che la gestione dei flussi migratori sarà centrale nel nuovo Patto per il Mediterraneo, con interventi mirati al controllo delle frontiere e ai rimpatri volontari. "I dati preliminari mostrano un calo del 27% degli attraversamenti irregolari nei primi quattro mesi del 2025", ha dichiarato, sottolineando l’impegno nel rispetto dei diritti umani




