Netanyahu prosegue l'offensiva nonostante le proteste, mentre l'Idf indaga sul raid a Khan Younis
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Redazione Esteri
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Il governo israeliano, nonostante l’ampia mobilitazione di piazza che chiede la cessazione delle ostilità, ha ribadito la propria intenzione di portare a termine l’operazione militare a Gaza, puntando alla conquista della città. Le proteste, che hanno visto scendere in strada un numero consistente di cittadini, non hanno sortito l’effetto di modificare la linea del premier, il quale ha dichiarato che si proseguirà fino a quando la minaccia rappresentata da Hamas non sarà neutralizzata.
Nel frattempo, le operazioni dell’esercito israeliano continuano senza sosta, con bombardamenti che, secondo diverse fonti locali, stanno causando la distruzione di interi quartieri periferici. Proprio in merito a uno degli episodi più controversi, il bombardamento dell’ospedale Nasser a Khan Younis che aveva sollevato aspre critiche a livello internazionale, l’Idf ha diffuso i risultati di un’inchiesta interna nella quale si sostiene che l’attacco sia stato condotto nella convinzione che una telecamera di sorveglianza «fosse utilizzata dal gruppo terroristico»; nel medesimo comunicato si afferma che nel blitz sono morti «sei terroristi».
A complicare ulteriormente il quadro interno, si registrano attriti tra l’esecutivo e i vertici militari, con il capo di Stato maggiore Eyal Zamir che si troverebbe sotto pressione per la condotta delle operazioni. Questa frizione emerge in un momento delicatissimo, una settimana dopo la manifestazione di disponibilità da parte di Hamas a un accordo parziale, alla quale Israele non ha ancora fornito una risposta ufficiale, continuando invece i bombardamenti sulla città senza però avervi fatto ingresso in forze.




