Poliziotto sotto inchiesta per eccesso di legittima difesa a Verona

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Verona, un tragico episodio ha scosso la città: un poliziotto ha sparato e ucciso un giovane migrante del Mali, Moussa Diarra, di 26 anni, che brandiva un coltello. L'incidente è avvenuto sabato mattina presso la stazione Porta Nuova, dove l'agente, nel tentativo di difendersi, ha colpito Diarra al petto con un colpo di pistola. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, visionate dai magistrati, hanno portato all'ipotesi di un'accusa di eccesso colposo di legittima difesa nei confronti del poliziotto.

Pasquale Griesi, Segretario del sindacato FSP Polizia di Stato, ha espresso il suo disappunto per la narrazione che dipinge Diarra come una vittima innocente, sottolineando che l'unico aggressore era lo straniero armato di coltello. Griesi ha ribadito che il poliziotto non aveva altra scelta se non quella di difendersi, un punto che l'agente stesso ha ripetuto ai colleghi e ai magistrati.

Il procuratore Raffaele Tito ha dichiarato che l'episodio rientra certamente in un contesto di legittima difesa, ma l'ufficio intende valutare se vi sia stata una condotta colposa da parte dell'uomo in divisa e un superamento dei limiti della legittima difesa. Nel frattempo, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha preso le distanze dalle dichiarazioni dell'assessore Jacopo Buffolo sull'uccisione di Diarra, cercando di mantenere un equilibrio tra il rispetto per la vita umana e il sostegno alle forze dell'ordine.

L'inchiesta prosegue, con l'obiettivo di chiarire tutti gli aspetti di questa tragica vicenda, mentre la città rimane in attesa di ulteriori sviluppi.

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