Torna la vendita dei pacchi smarriti ai Gigli, sei giorni di acquisti “al buio”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Torna l’appuntamento con il brivido dell’acquisto misterioso al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, dove da martedì 10 a domenica 15 marzo si terrà una nuova edizione della vendita dei cosiddetti “pacchi smarriti”. L’iniziativa, che lo scorso anno aveva letteralmente preso d’assalto la galleria del centro con code chilometriche e un entusiasmo tale da attirare curiosi persino da Arezzo, Siena e La Spezia -4, ripropone il format che ha decretato il successo di Poka Joia, azienda leader in Francia in questo particolare settore e ormai ben radicata anche in Italia da oltre un anno. Si tratta, in sostanza, di colli provenienti da circuiti legali, mai recapitati ai destinatari oppure smarriti durante i processi logistici dell’e-commerce, che vengono rivenduti così come sono, ancora sigillati e nell’assoluta ignoranza del loro contenuto.
Un meccanismo semplice che trasforma lo shopping in una caccia al tesoro
Il meccanismo è volutamente semplice e gioca tutto sull’effetto sorpresa, trasformando l’acquisto in una vera e propria caccia al tesoro moderna. I visitatori, dopo essersi messi in fila, possono avvicinarsi ai banchi allestiti da Poka Joia, dove migliaia di pacchi di ogni forma e peso sono impilati uno accanto all’altro, e lasciarsi guidare dall’istinto. Si può soppesare un pacco, cercare di intuirne il possibile contenuto dai rumori che produce se agitato, o lasciarsi attrarre semplicemente dalla forma, per poi procedere all’acquisto a un prezzo fisso di due euro ogni cento grammi, che equivale a venti euro al chilogrammo. La filosofia, che richiama quella di una pesca di beneficenza, unisce la convenienza economica alla curiosità, fidelizzando un pubblico sempre più vasto e trasversale, composto tanto da giovani e giovanissimi quanto da adulti affascinati dall’idea di scovare un oggetto di valore tra i tanti colli in vendita.
La garanzia della certificazione e il fascino dell’ignoto
Uno degli aspetti cruciali su cui Poka Joia ha costruito la propria reputazione è la certificazione di autenticità e tracciabilità dei pacchi, spesso garantita dalla dicitura NPAI (N’habite Pas à l’Adresse Indiquée), che attesta la loro provenienza lecita e il fatto che non siano mai stati aperti in precedenza. È proprio questa garanzia, unita alla possibilità di trovare di tutto – da capi di abbigliamento e accessori di moda a prodotti tecnologici, da articoli per la casa a profumi e cosmetici – a rendere l’esperienza così avvincente. La letteratura sull’iniziativa, consolidatasi attraverso le numerose tappe del tour nazionale che ha toccato centri commerciali in tutta Italia, da Vigevano a Peschiera Borromeo, da Ferrara a Sona, parla di “contenuti sconosciuti” che possono talvolta rivelarsi delle vere e proprie “pépite”, ovvero oggetti di grande valore come borse firmate, smartphone o accessori di design, capaci di ripagare ampiamente l’esborso e l’attesa.
L’economia circolare come sfondo del fenomeno dei pacchi smarriti
Oltre all’indubbio richiamo ludico, l’operazione si inserisce in un contesto di economia circolare e di sostenibilità ambientale, dando una seconda vita a prodotti che altrimenti, molto probabilmente, sarebbero stati distrutti o smaltiti come rifiuti speciali, contribuendo così a ridurre gli sprechi dell’immensa macchina logistica dell’e-commerce. In un’epoca in cui le spedizioni online raggiungono numeri impressionanti, come evidenziato dai dati sulle importazioni di pacchi da Paesi extra UE -8, iniziative come quella di Poka Joia intercettano un duplice bisogno: da un lato quello dei consumatori alle prese con una crisi economica che rende appetibili sconti fino all’ottanta per cento, e dall’altro quello di una maggiore responsabilità ecologica nel consumo. Per sei giorni, dunque, i corridoi dei Gigli si trasformeranno in un grande palcoscenico dove la fortuna, la pazienza e l’intuito saranno i veri protagonisti di un acquisto che, come sottolineano gli organizzatori, è prima di tutto un’esperienza da condividere e ricordare.




