Confetra contro la tassa sui pacchi: “Rischio traffici fuori dall’Italia”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Confetra torna a contestare la nuova tassa sui pacchi extra-UE in vigore dal 1° luglio 2026 e avverte che il provvedimento potrebbe penalizzare il sistema logistico italiano invece di rafforzarlo. Durante gli Stati Generali delle Dogane, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica ha sostenuto che la misura rischia di sottrarre traffici commerciali agli scali nazionali, ridurre la capacità di controllo sulle merci in ingresso e produrre un gettito fiscale inferiore alle aspettative iniziali. La nuova imposta sul commercio elettronico internazionale arriva insieme al dazio europeo fisso da 3 euro previsto per i pacchi provenienti da Paesi extra-UE con valore inferiore ai 150 euro.

Il provvedimento riguarda in particolare le spedizioni provenienti da mercati come Cina, Stati Uniti e Regno Unito. La misura elimina la precedente franchigia prevista per i beni di modesto valore e introduce una stretta sul fast commerce internazionale. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già pubblicato le prime linee guida operative per aggiornare codici e sistemi di dichiarazione doganale, passaggio necessario per adeguare le procedure alle nuove regole che entreranno in vigore dall’estate del 2026.

Dazi sui pacchi sotto i 150 euro e nuove regole doganali

La stretta sui mini-pacchi nasce nel contesto dell’aumento delle spedizioni dirette verso il mercato europeo. Secondo i dati richiamati dalla Commissione europea, il volume dei piccoli pacchi destinati all’Unione Europea è raddoppiato ogni anno a partire dal 2022. Nel 2024 le spedizioni hanno raggiunto quota 4,6 miliardi e il 91% dei pacchi proveniva dalla Cina. Due spedizioni su tre rientravano nella categoria dei pacchi di basso valore, cioè inferiori ai 150 euro, segmento che sarà direttamente interessato dal nuovo dazio fisso europeo.

L’obiettivo dichiarato delle istituzioni europee e italiane è contenere l’enorme crescita delle importazioni legate allo shopping online extra-UE e rafforzare i controlli sulle merci in ingresso. Per questo motivo dal 1° luglio entreranno in vigore contemporaneamente il dazio europeo da 3 euro e il contributo nazionale previsto dal decreto fiscale convertito in legge. Il governo ha infatti rinviato l’avvio della tassa italiana sui mini-pacchi proprio per coordinare l’entrata in vigore con la nuova disciplina europea.

Le critiche di Confetra sulla tassa italiana

Secondo Confetra, però, l’effetto finale potrebbe essere diverso da quello previsto. La Confederazione sostiene che l’introduzione della nuova imposta rischia di spingere parte dei traffici commerciali verso altri scali europei, con conseguenze dirette per porti, aeroporti e piattaforme logistiche italiane. In questo scenario, una quota delle merci destinate al mercato italiano potrebbe transitare attraverso altri Paesi dell’Unione, riducendo il volume delle operazioni gestite sul territorio nazionale.

La Confederazione ha inoltre evidenziato un possibile impatto sulla capacità di controllo delle merci. Se le spedizioni dovessero essere deviate verso altri hub europei, le autorità italiane potrebbero avere meno possibilità di effettuare verifiche dirette sui prodotti in ingresso. A questo si aggiunge il tema del gettito fiscale: secondo l’allarme lanciato durante gli Stati Generali delle Dogane, l’incasso derivante dalla nuova tassa potrebbe rivelarsi inferiore alle stime iniziali proprio a causa dello spostamento dei traffici commerciali verso altri scali dell’Unione Europea.

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