Rieti, due bimbe morte a pochi giorni di distanza: una schiacciata dal padre nel sonno, l’altra trovata senza vita a Stimigliano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Due tragedie che hanno scosso la provincia di Rieti, due storie che, seppur diverse nella dinamica, condividono il medesimo, sconvolgente epilogo e che hanno portato la Procura della Repubblica a coordinare accertamenti e approfondimenti per fare piena luce su quanto accaduto. Il primo dramma, consumatosi nell’intimità di una camera da letto, ha visto protagonista una bambina di appena 11 mesi, deceduta domenica scorsa dopo aver lottato tra la vita e la morte per alcune ore nel reparto di terapia intensiva pediatrica del policlinico Gemelli di Roma, dove era stata trasferita d’urgenza con un’eliambulanza dall’ospedale di Rieti -1-10. A raccontare la dinamica ai sanitari prima e agli inquirenti poi, sarebbe stato lo stesso padre, il quale, stando a una prima e sconvolgente ricostruzione, avrebbe inavvertitamente schiacciato la piccola mentre dormivano insieme nello stesso letto, forse a causa di un movimento inconsapevole durante il sonno; un incidente domestico dalle conseguenze fatali, che avrebbe provocato nella neonata un arresto cardiaco protratto e, di conseguenza, un danno cerebrale tale da non lasciare scampo alla bambina, nonostante i disperati tentativi dei medici di salvarla -2-8.

Il dramma parallelo di Stimigliano e l’ombra dei segni di violenza

Mentre la città di Rieti e i paesi limitropi cercavano di elaborare lo choc per la morte della piccola di 11 mesi, un’altra, terribile notizia è giunta nella mattinata di mercoledì 25 febbraio da Stimigliano, un piccolo centro in provincia. Qui, in un’abitazione di via Cavour, una bambina di due anni, di origini nigeriane, è stata trovata senza vita dalla madre -5. La donna, intorno alle sette e un quarto del mattino, si sarebbe avvicinata al letto della figlia per svegliarla, trovandola invece priva di sensi e già in stato di rigidità cadaverica, un particolare, questo, che ha immediatamente fatto scattare la richiesta di soccorso e che ha portato sul posto i sanitari del 118 e i Carabinieri -5. Ciò che ha subito destato preoccupazione negli operatori, giunti per prestare aiuto, è stata la presenza di quelli che sono apparsi fin da subito come sospetti segni di violenza sul della piccola Miracol – questo il nome della bimba – un elemento che ha indirizzato le indagini verso un approfondimento giudiziario, portando la Procura a disporre inizialmente l’autopsia, salvo poi, secondo una prima dichiarazione del sindaco Franco Giraldi, fare dietrofront e ritenerla non necessaria, per poi nuovamente, a poche ore di distanza, confermare l'esame autoptico sul corpicino -2-5.

Le indagini e le fragilità di un nucleo familiare già noto ai servizi sociali

La complessità del caso di Stimigliano, che ha visto un susseguirsi di informazioni contrastanti proprio sulla necessità o meno di procedere con l’autopsia, risiede anche nel fatto che la famiglia della bambina di due anni era già seguita dai servizi sociali del comune. Il sindaco Giraldi, visibilmente scosso, ha riferito dello stato di profondo dolore delle assistenti sociali, le quali conoscevano bene il nucleo familiare e le sue diverse fragilità, tra cui anche la malattia della piccola, un aspetto che aveva portato i servizi a mantenere alta l’attenzione sulla situazione abitativa e sanitaria della coppia di origine nigeriana -5. Sono proprio queste fragilità pregresse, unite alla presenza di eventuali segni di violenza sul – un particolare su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo – a rendere necessario un approfondimento da parte del magistrato di turno, il quale ha disposto il trasferimento della salma al policlinico Gemelli per gli accertamenti del caso, al fine di stabilire con certezza le cause del decesso e dissipare ogni ombra sulla dinamica dei fatti -2-8.

Due procedimenti paralleli per far luce sulla morte di due bambine

La Procura di Rieti si trova ora a gestire due fascicoli distinti, aperti per altrettante morti che, sebbene verosimilmente accidentali nel caso della neonata di 11 mesi, presentano entrambe la necessità di accertamenti tecnici irripetibili. Per la piccola deceduta al Gemelli, l’ipotesi più accreditata, al momento, è quella del tragico incidente domestico, con il padre che avrebbe involontariamente provocato il soffocamento della figlia -1-4. Un gesto, questo, che getta nello sconforto un'intera famiglia e che dovrà essere verificato dagli inquirenti, anche attraverso l’autopsia che molto probabilmente verrà disposta dalla Procura. Per quanto riguarda invece la bimba di Stimigliano, la situazione è resa più intricata dalle prime, contrastanti informazioni sulla presenza di lividi o altri segni sul e dalla successiva decisione di procedere comunque con l’esame autoptico, un passaggio obbligato per fugare qualsiasi dubbio in una vicenda che, nella sua tragicità, coinvolge una famiglia già provata e in carico ai servizi sociali, e sulla quale ora dovrà fare chiarezza la magistratura -5-8.

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