Meloni ospita Vance e von der Leyen: "Un nuovo inizio" per i rapporti Usa-Ue
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Redazione Interno
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«Spero che oggi sia un nuovo inizio». Le parole di Giorgia Meloni, pronunciate a Palazzo Chigi durante l’incontro con il vicepresidente americano J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno assunto un peso politico che va ben oltre la formalità di un protocollo. Quello che è stato definito dalla stessa Meloni un vertice «storico» segna infatti una possibile svolta nelle relazioni transatlantiche, dopo mesi di tensioni sui dazi e sulle strategie comuni in materia di difesa e economia.
L’occasione, caduta nella stessa giornata in cui Papa Leone XIV ha ufficialmente iniziato il suo pontificato, ha permesso alla presidente del Consiglio di riportare l’Italia al centro del dibattito internazionale. «Inizia oggi un nuovo dialogo tra Usa e Ue», ha sottolineato Meloni, evidenziando come Roma possa fungere da ponte tra Washington e Bruxelles, soprattutto in un momento in cui la guerra in Ucraina e la transizione verde richiedono risposte coordinate.
Proprio sul conflitto ucraino von der Leyen ha espresso posizioni nette: «Ciò che ci unisce è la volontà di una pace giusta e duratura». Pur senza scendere in dettagli operativi, la presidente della Commissione ha aggiunto che «la prossima settimana sarà cruciale», lasciando intendere possibili sviluppi nelle trattative diplomatiche. Vance, dal canto suo, ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a sostenere Kiev, ma ha anche sottolineato la necessità di «trovare un equilibrio» nelle politiche commerciali, tema su cui Usa e Ue hanno mostrato divergenze negli ultimi anni.
L’accenno ai dazi, menzionato da entrambe le parti come un punto di possibile avvicinamento, suggerisce che si stia lavorando a un compromesso. Sebbene nessuna dichiarazione ufficiale sia stata rilasciata, fonti vicine ai negoziati parlano di «progressi significativi», soprattutto sul fronte della riduzione delle barriere doganali per alcuni settori strategici.
Quello che emerge dall’incontro è soprattutto la volontà di Meloni di ritagliarsi un ruolo da mediatrice, sfruttando i buoni rapporti con l’amministrazione Trump – che ha riconfermato la sua fiducia nel governo italiano – e il dialogo costante con le istituzioni europee. Un posizionamento che, se consolidato, potrebbe rafforzare l’influenza dell’Italia nello scacchiere globale, anche alla luce delle sfide economiche e geopolitiche dei prossimi mesi.




