Lautaro Martinez e il Mondiale perso: il messaggio social, la panchina e le ipotesi sulle scelte di Scaloni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La delusione per la sconfitta in finale del Mondiale, il rammarico per non aver potuto dare il proprio contributo sul campo e un messaggio social che, tra le righe, lascia intendere più di un semplice sfogo. A poco meno di ventiquattr'ore dal ko dell'Argentina contro la Spagna, maturato al MetLife Stadium con il punteggio di 1-0 grazie alla rete decisiva di Ferran Torres, Lautaro Martinez ha rotto il silenzio, affidando a un post su Instagram il suo pensiero a caldo.

Il capitano dell'Inter, rimasto in panchina per tutti i novanta minuti regolamentari e il successivo tempo supplementare, ha espresso tutto il suo orgoglio per il cammino della Seleccion, ma non ha nascosto il disappunto per non aver potuto provare a cambiare le sorti di una partita che la sua nazionale ha affrontato con un atteggiamento fin troppo attendista.

Il messaggio di Lautaro e la "polemica" con Scaloni

"Non è andata come speravamo", ha scritto l'attaccante classe 1997 nel suo account ufficiale, "avrei voluto provare ad aiutare la mia squadra in campo, ma va bene". Un post apparentemente misurato, ma che nelle parole di chi ha seguito l'evolversi della finale ha assunto i contorni di una frecciata piuttosto diretta nei confronti del commissario tecnico Lionel Scaloni. La scelta di non impiegare il Toro, nemmeno a partita ormai compromessa e con gli spazi che si facevano sempre più angusti, ha sollevato più di un interrogativo.

Per il secondo Mondiale consecutivo, l'Argentina ha raggiunto l'atto conclusivo del torneo, ma a differenza dell'edizione precedente, questa volta il sogno si è infranto contro una Spagna che ha saputo gestire il vantaggio e controllare le sorti del match senza mai correre particolari rischi.

Una finale senza tiri: l'Argentina si chiude a riccio

La partita del New Jersey ha offerto uno spettacolo a senso unico per larghi tratti, con la Seleccion che ha impostato la gara su un binario puramente difensivo, quasi rinunciando a qualsiasi iniziativa offensiva. Il dato statistico più emblematico riguarda il primo tiro realizzato dall'Argentina, giunto soltanto a ridosso del fischio finale dei tempi supplementari, a testimonianza di un approccio tattico che ha finito per condizionare negativamente le sorti dell'incontro.

Di fronte a una Spagna solida e cinica, capace di sfruttare la rete di Ferran Torres per blindare il risultato, la reazione albiceleste è apparsa timida, priva di quella verve che aveva contraddistinto le partite precedenti. In questo contesto, la mancata presenza di un finalizzatore puro come Lautaro Martinez, abituato a giocare tra le linee e a creare spazi per i compagni, è apparsa ancora più inspiegabile agli occhi degli osservatori e dei tifosi.

Bucchioni e il ruolo di Messi: "Nulla si muove senza il suo consenso"

A gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche ci ha pensato Enzo Bucchioni, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per analizzare le scelte del ct argentino. Il giornalista, chiamato a commentare i temi più caldi del calcio mondiale, ha azzardato un'ipotesi che collega la panchina di Lautaro alla gerarchia interna alla Seleccion. Secondo Bucchioni, la decisione di Scaloni di tenere in campo Lionel Messi per l'intera durata della finale, nonostante un rendimento opaco e un evidente calo fisico, non sarebbe stata presa in autonomia.

"Nulla si muove senza il consenso di Messi", ha dichiarato Bucchioni, lasciando intendere che il numero 10 possa aver influenzato le scelte tecniche del commissario tecnico. Il giornalista ha inoltre aggiunto che, forse, lo stesso Messi avrebbe suggerito a Scaloni di non modificare l'assetto della squadra, preferendo affidarsi all'esperienza dei titolari piuttosto che inserire forze fresche come quelle di Lautaro Martinez, che pure aveva dimostrato di poter essere decisivo a partita in corso in altre occasioni.

Le altre scelte controverse: la non convocazione di Dybala

Il dibattito sulle decisioni di Scaloni non si è limitato alla gestione della finale, ma ha coinvolto anche le scelte operate a monte della competizione. Tra gli interrogativi sollevati dai tifosi e ripresi da Bucchioni, spicca la mancata convocazione di Paulo Dybala, un calciatore che per caratteristiche tecniche avrebbe potuto rappresentare un'alternativa preziosa nel momento in cui la squadra faticava a trovare varchi nella difesa spagnola.

L'idea che il ct abbia preferito rinunciare a giocatori di qualità pur di mantenere un equilibrio precostituito ha alimentato le critiche, con molti che hanno definito la scelta di non far giocare Lautaro un vero e proprio "suicidio" tattico. Il Toro, dal canto suo, ha concluso il suo messaggio social con un ringraziamento ai tifosi che hanno sostenuto la squadra durante tutto il torneo, un gesto che ha cercato di smorzare le tensioni ma che non è riuscito a nascondere la delusione per una finale giocata solo da spettatore.

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