I primi casi di influenza stagionale, prevenzione e sintomi
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Redazione Salute
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L'influenza stagionale ha ormai varcato la soglia, annunciandosi con i suoi primi, significativi casi in regioni come la Lombardia e il Lazio, che segnano l'inizio di un periodo il quale, stando alle previsioni, si prospetta di notevole intensità. Nella settimana che ha incluso il 6 ottobre, come riporta il bollettino Influnetz della Regione Lombardia, l'incidenza totale delle sindromi simil-influenzali ha toccato i 7,8 casi per ogni mille assistiti, un dato che, seppur classificato come basale, delinea una curva ascendente nella quale si distinguono soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni, con un'incidenza che sale a 13,6 casi, seguiti dalla fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni. La circolazione virale, in questa fase iniziale, vede ancora il Rhinovirus in posizione dominante, ma il virus influenzale A ha già cominciato a farsi strada, come dimostra il primo caso di influenza "pura" confermato a Roma dalla rete vacciNET della Fimmg, un segnale che non passa inosservato.
Il quadro virologico e l'avanzata della campagna vaccinale
Mentre il quadro epidemiologico comincia a definirsi, le attenzioni si concentrano sulle caratteristiche dei virus in circolazione, i quali, secondo quanto osservato nell'emisfero australe – dove la stagione influenzale è appena trascorsa – potrebbero rivelarsi particolarmente insidiosi. Si tratta, in particolare, delle varianti A/H3N2 e B/Victoria, le cui mutazioni superficiali sono in grado di eludere, almeno in parte, le difese immunitarie che l'organismo ha sviluppato in precedenza, rendendo la loro diffusione potenzialmente più ampia e rapida. Di fronte a questo scenario, la macchina della prevenzione si è mossa con un tempismo maggiore rispetto agli anni passati, come evidenziano i dati del Lazio, dove la campagna vaccinale ha già portato alla somministrazione di oltre duecentonovantamila dosi, un passo accelerato che mira a costruire una barriera protettiva prima del picco epidemico.
Sintomatologia e distinzione dagli altri virus respiratori
Riconoscere l'influenza vera e propria, distinguendola dalla miriade di altri virus respiratori che circolano in questo periodo, non è sempre immediato, poiché i sintomi possono apparire sovrapponibili. Tuttavia, l'influenza stagionale tende a manifestarsi con un esordio spesso brusco, accompagnato da febbre elevata, dolori muscolari e articolari diffusi, una tosse che può essere secca o produttiva, e una spossatezza che si protrae per diversi giorni. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Azienda–Irccs ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, sottolinea come "per il terzo anno consecutivo ci aspetta una stagione influenzale pesante, con un elevato numero di casi", aggiungendo che la vera influenza, rispetto agli altri patogeni, troverà il suo habitat ideale qualora le temperature si abbassino stabilmente, creando le condizioni per una trasmissione più efficiente.
Strategie di prevenzione e approcci terapeutici
La pietra angolare della prevenzione rimane, senza dubbio, la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata soprattutto per le categorie più vulnerabili, come gli anziani, i portatori di patologie croniche e il personale sanitario, la quale, sebbene non offra una protezione assoluta, mitiga in maniera significativa la gravità dei sintomi e il rischio di complicanze. Accanto a questo strumento fondamentale, assumono grande importanza le misure di igiene personale, divenute ormai familiari, come il lavaggio frequente e accurato delle mani, l'utilizzo di fazzoletti monouso e il riparare la bocca e il naso quando si starnutisce o si tossisce. Per quanto riguarda la cura, una volta contratta la malattia, l'approccio si basa principalmente sul riposo, su una corretta idratazione e sull'uso di farmaci sintomatici, come gli antipiretici, per alleviare i disturbi, mentre gli antibiotici, inefficaci contro i virus, trovano indicazione solo in caso di sovrainfezioni batteriche accertate.




