Bassetti: come distinguere i sintomi di influenza e Covid

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l'arrivo dei primi freddi autunnali, che portano con sé i tipici malanni di stagione, molti si interrogano sulla natura dei propri disturbi, chiedendosi se si tratti di una banale influenza o di un'infezione da Sars-CoV-2. Una distinzione, questa, che appare oggi più agevole rispetto al recente passato, come sottolinea Matteo Bassetti, il noto infettivologo e docente universitario, il quale fornisce una chiave di lettura per orientarsi tra tosse, raffreddore e stati febbrili. La circolazione contemporanea di diversi agenti patogeni, del resto, crea un quadro complesso, sebbene il Covid-19 abbia ormai perso la sua connotazione puramente stagionale, manifestandosi con ondate variabili e imprevedibili.

I virus in circolazione

A chiarire il panorama ci pensa la dottoressa Tecla Mastronuzzi, responsabile dell'Area Prevenzione della Società Italiana di Medicina Generale, la quale precisa che «in questo periodo l’influenza non è ancora arrivata, anche se sono già stati isolati i primi casi, mentre stanno girando i virus parainfluenzali e il Sars-CoV2». Una situazione, questa, che giustifica la diffusione di sintomatologie simili, le quali, pur nella loro apparente uniformità, possono essere decifrate con un'attenzione particolare ad alcuni dettagli clinici. La sovrapposizione di queste sindromi, di fatto, rappresenta una sfida diagnostica per i medici di famiglia, chiamati a gestire un numero crescente di casi.

Le previsioni per la stagione influenzale

Sul fronte dell'influenza stagionale, gli esperti si aspettano un'ondata significativa. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha lanciato un allarme, ipotizzando che il picco dei contagi si verificherà durante le vacanze di Natale, periodo in cui la permanenza in luoghi chiusi e affollati facilita la trasmissione del virus attraverso le goccioline respiratorie. Le stime, basate sui modelli epidemiologici, parlano di un numero di casi compreso tra i 15 e i 16 milioni in Italia per la stagione 2025-26, con uno scenario potenzialmente più severo che potrebbe avvicinarsi addirittura ai 20 milioni di persone colpite.

Il modello australiano e l'andamento atteso

Queste proiezioni non sono formulate a caso, ma trovano un solido riscontro nell'andamento registrato nell'emisfero australe. L'Australia, il cui ciclo influenzale anticipa spesso quello dei paesi dell'emisfero boreale, ha appena concluso una delle sue stagioni più difficili degli ultimi anni. I dati epidemiologici provenienti da quel continente, monitorati da portali specializzati come Virusrespiratori.it, suggeriscono pertanto un'autunno e un inverno impegnativi, con un'ampia diffusione non solo dell'influenza ma anche del virus respiratorio sinciziale e di altre infezioni acute delle vie aeree. L'attenzione, quindi, rimane alta, mentre la scienza fornisce gli strumenti per un discernimento sempre più preciso.

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