La Germania e il piano segreto Oplan Deu per un eventuale conflitto con la Russia
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Redazione Esteri
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In un'epoca segnata dalla fine dei decenni di stabilità che avevano caratterizzato il continente europeo, l'invasione dell'Ucraina nel 2022 ha imposto, come sottolineato dal cancelliere Friedrich Merz, una cruda realtà: se da un lato non si vive più in tempo di pace, dall'altro le minacce sono percepite come tangibili e impellenti. È in questo contesto, che ha accelerato in maniera significativa i processi di riarmo e di pianificazione strategica, che si inserisce la rivelazione del Wall Street Journal su un documento noto come Oplan Deu, ovvero Operation Plan Germany. Un piano segreto, la cui stesura sarebbe iniziata circa due anni e mezzo orsono, sviluppato dalla Germania per fronteggiare lo scenario, per quanto remoto, di un confronto militare diretto con la Russia.
Le riunioni segrete e la struttura del piano
Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, l'elaborazione di questo imponente progetto strategico sarebbe avvenuta all'interno della Caserma Julius-Leber, un complesso militare situato nella periferia di Berlino. Oltre le sue mura rigorosamente custodite, una decina di alti ufficiali delle forze armate tedesche, circa dodici secondo alcune fonti, si sarebbe riunita ripetutamente per dare vita a un documento classificato di ben milleduecento pagine. Il cuore operativo del piano, che alcuni definiscono come una delle iniziative di pianificazione più dettagliate del dopoguerra, si concentrerebbe su una manovra logistica e militare di proporzioni colossali: il trasporto e lo spiegamento verso il fronte orientale di un numero di soldati della Nato che potrebbe raggiungere la cifra di ottocentomila unità, un'operazione concepita nei minimi particolari per una risposta rapida e coordinata.
Il contesto strategico e le dichiarazioni della Nato
Parallelamente alla diffusione di queste notizie, che gettano una luce sulle preparazioni difensive dell'Alleanza Atlantica, il nuovo segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha tenuto a ribadire, in un'intervista al giornale spagnolo El Pais, un principio cardine dell'organizzazione. Egli ha affermato, con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti, che "la Russia non ha diritto di voto né di veto su chi diventa membro della Nato", precisando come una decisione del genere richieda l'unanimità tra gli stati membri. Questa presa di posizione, che esclude esplicitamente Mosca da qualsiasi influenza sulle politiche di allargamento dell'Alleanza, si combina con le dichiarazioni provenienti dalla Russia, le quali parlano di un "processo serio per la pace" in corso, sebbene i negoziati concreti rimangano un tema di complessa attuazione.
La reazione politica e lo scenario europeo
Sul versante politico, il Parlamento europeo ha espresso una posizione netta riguardo all'integrità territoriale ucraina, respingendo con forza l'ipotesi di qualsiasi cessione di territori alla Russia, mentre da Kiev sono stati annunciati incontri con i negoziatori statunitensi. L'esistenza stessa di un piano come l'Oplan Deu, del quale non sono stati divulgati i dettagli operativi sensibili, segnala un cambiamento profondo nella postura della Germania, tradizionalmente cauta nella proiezione di forza militare, e riflette una preparazione collettiva a uno scenario di crisi che, sebbene non sia considerato imminente, viene ora pianificato con un livello di dettaglio senza precedenti nell'Europa post-Guerra Fredda.




