Germania, il piano quasi segreto per la difesa della Nato in caso di attacco russo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dietro le mura anonime della Julius-Leber-Kaserne, il complesso militare a pianta triangolare nel cuore di Berlino, una dozzina di alti ufficiali del Bundeswehr ha dato vita, circa due anni e mezzo fa, a un documento colossale. Nacque così, in risposta diretta all’invasione russa dell’Ucraina, l’“Operationsplan Deutschland”, un piano militare classificato la cui sigla – Oplan DEU – è oggi sulla scrivania di chi deve tradurre in pratica concreta la “Zeitenwende” annunciata dal cancelliere Olaf Scholz. Si tratta, in sostanza, della risposta operativa a una domanda che ormai circola con insistenza nei palazzi della difesa europea: cosa accadrebbe se la Russia attaccasse la Nato?

Un cambio di paradigma strategico da 1.200 pagine

Il piano, che consta di ben 1.200 pagine, rappresenta un cambio di paradigma significativo nella postura strategica tedesca e, più in generale, europea. Esso delinea infatti le modalità con cui la Germania, crocevia logistico fondamentale, intende organizzare la difesa del territorio dell’Alleanza Atlantica da una possibile aggressione. L’obiettivo, come rivelato, è quello di garantire che tutti, dagli strateghi militari fino alle autorità civili locali, sappiano esattamente cosa fare in uno scenario di conflitto aperto, trasformando quella che fu per decenni una “pace armata” in una preparazione meticolosa e senza precedenti.

Le linee strategiche e la mobilitazione di forze

A cuore del documento vi è la mappatura dettagliata delle infrastrutture nazionali critiche: linee ferroviarie, tratti autostradali e ponti strategici vengono identificati come asset vitali per permettere un movimento rapido e coordinato di mezzi corazzati, rifornimenti e truppe attraverso il territorio. Il piano quantifica in circa 800mila unità il potenziale schieramento congiunto di soldati tedeschi, statunitensi e di altri alleati della Nato, una cifra che dà la misura dello sforzo collettivo ipotizzato. Questo sforzo logistico, che qualcuno definirebbe titanico, mira a creare una rete di supporto in grado di sostenere un conflitto di alta intensità, un’eventualità che fino a poco tempo fa sembrava confinata ai manuali di storia.

La cornice temporale delle preoccupazioni alleate

La necessità di un simile piano non nasce dal vuoto, ma si fonda su valutazioni di intelligence condivise a livello internazionale. Una stima interna alla Nato, resa nota nel 2023, sostiene infatti che Mosca potrebbe recuperare pienamente la capacità di condurre una guerra su larga scala contro un avversario della portata dell’Alleanza entro pochi anni, indicando come riferimento temporale la fine di questo decennio. È in questo orizzonte, che molti considerano plausibile, che il piano tedesco acquisisce la sua reale portata, delineando non uno scenario apocalittico ma una contingenza per la quale è ritenuto imperativo prepararsi, con freddo realismo, sin d’ora.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.