Meloni, "Musk? Soros è più pericoloso"
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, in viaggio negli Stati Uniti per incontrare Donald Trump, ha aperto un canale preferenziale grazie all'intercessione dell'amico Elon Musk. Gli obiettivi della capa del governo sono due: ottenere un successo internazionale con la liberazione della giornalista Cecilia Sala, arrestata in Iran il 19 dicembre, e diventare l'anello di congiunzione tra la prossima amministrazione e l'Unione Europea.
Nel parallelo tracciato da Meloni tra Musk e Soros, emergono un'omissione e una contraddizione. Musk, che controlla X e ha un ruolo pubblico con Trump, agisce alla luce del sole; Soros, invece, opera nell'ombra, senza cariche pubbliche né media di proprietà. Soros, recentemente premiato da Biden per le sue interferenze, è considerato da Meloni un pericolo maggiore rispetto a Musk, che difende affermando che non rappresenta una minaccia per la democrazia.
Meloni ha spiegato che Trump non è una scheggia impazzita, non lascerà l'Ucraina al suo destino e non vuole invadere la Groenlandia. Potrebbe fargli una visita di cortesia all'Inauguration Day del 20 gennaio, se l'agenda lo permetterà. Musk, nel frattempo, ha raccolto l'assist di Meloni su Soros, definendolo "sconfitto".
Mentre Meloni giustificava Musk dalle accuse di interferenze nelle questioni politiche italiane, come quella sui migranti, il patron di X ha scatenato una nuova incursione, rilanciando un post di World of Statistics in cui viene citata la frase della premier sul fatto che Soros non è un pericolo per la democrazia.




