Novo Nordisk giù in Borsa, il nuovo farmaco antiobesità delude nel confronto con Eli Lilly

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   È bastato un singolo dato, per quanto complesso nella sua interpretazione clinica, a scuotere dalle fondamenta la fiducia degli investitori nei confronti di Novo Nordisk. Il colosso farmaceutico danese, che aveva costruito gran parte della sua recente fortuna sui farmaci GLP-1 per il diabete e l'obesità, ha visto le proprie azioni crollare del 16,5% alla borsa di Copenaghen. La causa scatenante, come spesso accade in questi casi, risiede nei risultati di uno studio comparativo di fase terza, il REDEFINE 4, che ha messo a confronto il suo candidato di nuova generazione, CagriSema, con il tirzepatide di Eli Lilly, il principio attivo alla base di Zepbound e Mounjaro. Lo studio, come ha dettagliato la stessa azienda in una nota, non ha raggiunto l'endpoint primario che si era prefissato: dimostrare la non inferiorità del proprio farmaco rispetto a quello della rivale statunitense -1.

I numeri, in questi frangenti, parlano un linguaggio chiaro e spietato. Dopo ottantaquattro settimane di trattamento, i pazienti che hanno seguito la terapia con CagriSema hanno ottenuto una perdita di peso del 20,2%, considerando l'analisi principale che include tutti i partecipanti allo studio indipendentemente dall'aderenza al trattamento. Un risultato, questo, che si confronta con il 23,6% fatto registrare dal tirzepatide di Eli Lilly -5. Anche volendo considerare il dato migliore, ovvero quello relativo ai soli pazienti che hanno completato il trattamento senza modifiche, CagriSema si attesta a un 23% di calo ponderale, pur sempre inferiore al 25,5% del competitor -1. Una differenza che, agli occhi del mercato e degli analisti, trasforma quella che doveva essere un'arma per riconquistare la leadership in un settore iper-competitivo in una delusione difficile da digerire, tanto più che il Titolo aveva già vissuto un periodo complesso, perdendo quasi la metà del suo valore nel corso del 2025.

Una doppia sfida: i conti con la concorrenza e la strategia dei prezzi

Il momento di difficoltà per Novo Nordisk non si esaurisce, però, con il flop dell'ultimo studio clinico. La società ha infatti dovuto varare una manovra di portata storica sul mercato statunitense, annunciando un significativo taglio dei prezzi di listino per i suoi farmaci di punta, Wegovy e Ozempic -2. A partire dal primo gennaio del 2027, il costo di questi prodotti scenderà a 675 dollari al mese, con una riduzione che per Wegovy arriva al 50% e per Ozempic si attesta sul 35% -4. Una mossa, questa, motivata ufficialmente dall'esigenza di migliorare l'accessibilità economica per pazienti e sistemi sanitari, pubblici e privati, alle prese con la complessa architettura del sistema sanitario statunitense. In realtà, dietro la decisione si intravede la pressione competitiva esercitata non solo da Eli Lilly, ma anche da un mercato parallelo di farmaci composti e dalla necessità di adeguarsi alle politiche di contenimento della spesa sanitaria volute dall'amministrazione Trump, che ha spinto per rendere più accessibili questi trattamenti -8.

La reazione del mercato, in questo senso, è stata duplice e non si è limitata alla sola seduta del 23 febbraio. I grandi istituti di credito e analisi finanziaria hanno rivisto al ribasso le proprie valutazioni. JPMorgan, come riportato da diverse agenzie, ha declassato il titolo danese da "overweight" a "neutral", tagliando drasticamente le stime di ricavo per CagriSema e amycretin, un altro promettente candidato in via di sviluppo -3. L'analista Richard Vosser ha parlato chiaramente di un profilo di inferiorità che appare difficile da recuperare, gettando un'ombra sulle prospettive future del gruppo -6. La combinazione di questi eventi, la delusione scientifica e la necessità di sacrificare margini per mantenere competitività, ha creato una tempesta perfetta che ha riportato le quotazioni del titolo ai minimi degli ultimi tre anni, segnando una battuta d'arresto importante per quella che era considerata un'eccellenza europea nel campo farmaceutico.

Lo scenario competitivo e le prossime mosse in laboratorio

Nonostante il colpo subito, la partita per Novo Nordisk è lungi dall'essere conclusa, anche se il percorso si preannuncia in salita. L'azienda, come emerso dalle comunicazioni ufficiali, non intende abbandonare CagriSema, ma anzi punta a esplorarne il pieno potenziale attraverso nuovi studi clinici. Sono già in programma trial con dosaggi più elevati del farmaco, e la speranza è che i dati attesi dalla sperimentazione REDEFINE 11, il cui completamento è previsto per la prima metà del 2027, possano fornire un quadro più roseo -1. Nel frattempo, la richiesta di approvazione per CagriSema è stata comunque sottoposta alla FDA americana nel dicembre del 2025, con una decisione attesa entro la fine del prossimo anno. Si tratta, a tutti gli effetti, di una scommessa sul futuro, dove l'obiettivo è dimostrare che la combinazione di cagrilintide e semaglutide possa ancora ritagliarsi uno spazio di rilievo, magari proprio su quelle fasce di pazienti che non rispondono in modo ottimale alle terapie attuali.

La riduzione dei prezzi di Wegovy e Ozempic, per quanto dolorosa, rappresenta d'altro canto un tentativo di blindare il mercato attuale in attesa delle nuove generazioni di farmaci. Il nuovo listino unificato a 675 dollari, che riguarderà tutti i dosaggi delle formulazioni iniettive e orali, è stato concepito per venire incontro in particolare a quei pazienti con piani sanitari ad alta deducibilità, la cui spesa è direttamente collegata al prezzo di listino -2. Una mossa che, secondo alcuni analisti come quelli di Barclays, potrebbe rivelarsi costruttiva nel breve termine per sostenere l'adozione dei farmaci orali, le cui prime prescrizioni mostrano trend incoraggianti -6. Resta da vedere se questa strategia, unita agli sforzi per contrastare la concorrenza sleale delle versioni non autorizzate vendute da piattaforme online, sarà sufficiente a contenere l'emorragia di valore e a preparare il terreno per il rilancio, in un mercato dove Eli Lilly appare al momento in vantaggio e con il vento in poppa -7.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.