Novo Nordisk, il farmaco anti-obesità perde la sfida con il rivale della Lilly (e crolla in borsa): «È meno efficace»
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Redazione Economia
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Lunedì 23 febbraio rimarrà una data segnata in rosso sul calendario di Novo Nordisk, colosso farmaceutico danese il cui Titolo ha subito una flessione drammatica alla borsa di Copenaghen, arrivando a cedere oltre il 16 per cento e toccando i minimi degli ultimi tre anni. A scatenare il venduto, la diffusione dei risultati dello studio clinico di fase 3 denominato REDEFINE 4, un test comparativo che metteva a confronto diretto il candidato farmaco di nuova generazione dell'azienda, CagriSema, con il tirzepatide di Eli Lilly, principio attivo alla base di Zepbound e Mounjaro già ampiamente affermati sul mercato. L'esito ha deluso le aspettative, con il prodotto sperimentale di Novo che ha dimostrato una capacità di riduzione ponderale inferiore rispetto a quello della rivale statunitense, innescando immediate ripercussioni sul valore azionario -1-7.
I numeri della sperimentazione, una sconfitta tecnica senza appello
Il trial, della durata di ottantaquattro settimane e condotto su un campione di ottocento nove persone con obesità e comorbidità, era stato disegnato per verificare la non inferiorità di CagriSema rispetto al farmaco di Lilly, un obiettivo che non è stato raggiunto. I dati diffusi dall'azienda danese indicano che, secondo l'analisi primaria, i pazienti trattati con la dose di 2,4 mg di CagriSema hanno ottenuto una perdita di peso del 23 per cento, a fronte del 25,5 per cento registrato nel gruppo che assumeva 15 mg di tirzepatide -4-10. Considerando l'analisi basata sul regime terapeutico, che include tutti i pazienti randomizzati a prescindere dall'aderenza al trattamento, il divario si amplia ulteriormente, con CagriSema fermo al 20,2 per cento e il concorrente al 23,6 per cento -5-9.
Queste percentuali, seppur positive in assoluto, rappresentano un insuccesso nel confronto diretto che conta di più per analisti e investitori: quello che determina le preferenze di medici e sistemi sanitari. Nonostante l'azienda abbia sottolineato come il profilo di sicurezza e tollerabilità di CagriSema sia risultato sostanzialmente in linea con la classe dei farmaci GLP-1, con effetti collaterali per lo più gastrointestinali e di intensità lieve o moderata, la reazione del mercato è stata immediata e impietosa -4-9. Il titolo, dopo aver toccato un minimo intraday a 251,3 corone, ha chiuso la seduta con un passivo superiore al quindici per cento, portandosi a una distanza abissale dal massimo storico di mille e cinque corone toccato nel giugno del 2024, quando l'azienda raccoglieva i frutti del suo ruolo di pioniera nel settore -3-7.
L'ombra di Lilly e le difficoltà di un mercato ipercompetitivo
Il risultato dello studio REDEFINE 4 rappresenta l'ennesima battuta d'arresto per Novo Nordisk, che da inizio febbraio aveva già visto il proprio valore erodersi a causa di altri fattori, come l'annuncio del lancio di una versione economica del suo Wegovy da parte della piattaforma online Hims and Hers. La sconfitta nel confronto testa a testa con Eli Lilly assume però una valenza strategica ben più profonda, perché ridisegna le gerarchie future in un mercato, quello dei farmaci anti-obesità, che vale decine di miliardi di dollari e dove l'efficacia superiore di pochi punti percentuali può fare la differenza nelle negoziazioni con i pagatori pubblici e privati -8.
La risposta positiva del titolo di Eli Lilly, che nelle contrattazioni pre-market ha guadagnato circa il quattro per cento, dimostra quanto gli investitori percepiscano questo sorpasso come strutturale -1-10. Il tirzepatide, con le sue formulazioni Zepbound e Mounjaro, si conferma così il gold standard di riferimento, mettendo in difficoltà la pipeline di Novo che punta molto su CagriSema, una combinazione settimanale di semaglutide e cagrilintide, per rilanciarsi dopo il successo di Ozempic e Wegovy -7. La società danese, attraverso le parole del responsabile scientifico Martin Holst Lange, ha cercato di mantenere un profilo fiducioso, ricordando che CagriSema potrebbe essere la prima combinazione GLP-1/amilina a raggiungere il mercato e che ulteriori studi, inclusi quelli con dosaggi più elevati, sono già in programma per esplorare il pieno potenziale del farmaco -9.
Le ripercussioni sistemiche sull'economia danese
L'ondata di vendite che ha investito Novo Nordisk non si è limitata al perimetro del singolo titolo, ma ha avuto ripercussioni ben più ampie sull'intero panorama finanziario danese, data la capitalizzazione massiccia dell'azienda che da sola rappresenta una fetta preponderante dell'indice principale, il OMX Copenhagen 25. L'indice ha subito una flessione superiore al tre per cento, trascinato al ribasso proprio dal peso del colosso farmaceutico, un effetto domino che dimostra quanto l'economia del paese sia strettamente legata alle sorti del suo campione nazionale -3.
Parallelamente, si è osservato un indebolimento della corona danese, un movimento che gli analisti interpretano come un sintomo del deflusso di capitali esteri, segno tangibile di una fiducia incrinata. La concentrazione del mercato azionario danese attorno a Novo Nordisk, un tempo vista come una garanzia di crescita, si è rivelata in questo caso un fattore di vulnerabilità sistemica. L'umore degli investitori, già reso nervoso dalle previsioni di rallentamento della crescita delle vendite e degli utili comunicate dalla società all'inizio del mese – stime che indicavano un calo tra il 5 e il 13 per cento per l'esercizio in corso – ha trovato in questo scacco matto clinico la miccia per un deflagrante aggiustamento delle posizioni -7-8.




