Speleologa soccorsa dopo 75 ore sottoterra
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Redazione Interno
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Ottavia Piana, speleologa rimasta intrappolata in una grotta nella provincia di Bergamo, è stata finalmente tratta in salvo dopo 75 ore di operazioni di soccorso. Tra i soccorritori giunti a Bueno Fonteno, spicca la figura di Tullio Bernabei, speleologo con oltre 1.500 grotte percorse in Italia e coordinatore di 70 missioni nel mondo. Bernabei, che nel 1981 fu tra i primi a calarsi nel pozzo artesiano di Vermicino nel tentativo, purtroppo vano, di salvare Alfredino Rampi, ha ripreso con la sua telecamera le fasi di recupero di Ottavia Piana.
L'operazione di salvataggio, che ha visto la partecipazione del Soccorso Alpino e Speleologico della Toscana, ha coinvolto otto tecnici, insieme a personale del Soccorso Alpino di molte regioni italiane. Il direttore dell'AREU, Massimo Lombardo, ha espresso auguri di pronta guarigione a Ottavia Piana, sottolineando come il salvataggio sia stato il risultato di un grande lavoro di squadra che ha coinvolto tutto il sistema sanitario regionale, l'Agenzia di Emergenza Urgenza (AREU) e il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino.
Bernabei, documentarista appassionato di speleologia e membro del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico per 25 anni, ha guidato oltre settanta spedizioni di ricerca ed esplorazione in tutto il mondo. La sua esperienza, maturata fin da quando aveva solo una ventina d'anni e ricopriva il ruolo di capo delegazione del Soccorso alpino e speleologico del Lazio, è stata segnata in maniera indelebile dalla missione a Vermicino nel giugno 1981, per tentare di salvare il piccolo Alfredo Rampi, caduto in un pozzo artesiano.
Il salvataggio di Ottavia Piana, trasferita all'ospedale di Bergamo con alcune fratture ma in buone condizioni, rappresenta un successo per il sistema di emergenza regionale e per tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'operazione.




