Berrettini vince dopo tre ore al Sardegna Open, Kypson battuto al tie-break decisivo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Matteo Berrettini, per quasi tre ore di gioco – un lasso di tempo che sulla terra rossa cagliaritana può trasformarsi in una prova di resistenza fisica e mentale – ha arginato il tentativo di rimonta dello statunitense Patrick Kypson, imponendosi al termine di una maratona che sembrava essersi messa sui binari giusti già nel primo set. L’azzurro, infatti, si era aggiudicato la frazione iniziale con il punteggio di 6-4, sfruttando un break arrivato al quinto game: un vantaggio costruito con pazienza, senza fronzoli, scambi lunghi e il dritto che resta la sua arma più temibile. Poi, nel secondo parziale, ecco l’illusione del controllo: un altro break, stavolta portato fino al 6-5, faceva pensare a una chiusura in due set, ma proprio lì il copione s’è improvvisamente incrinato. Kypson, nativo della North Carolina e avversario ostico per chiunque sottovaluti la sua capacità di restare agganciato al punteggio, ha replicato con un controbreak che ha cambiato l’inerzia dell’incontro, costringendo Berrettini al tie-break. E nel gioco decisivo del secondo set il romano ha ceduto sul 5-7, lasciando presagire una possibile débâcle psicologica.

Un terzo set da spartiacque e il rischio scongiurato della top 100

La terza frazione, va detto, non ha regalato particolari break agli inizi, con entrambi i tennisti che si sono annullati a vicenda le poche occasioni costruite. Finché, arrivati al tie-break finale, Berrettini ha ritrovato quel guizzo che lo aveva contraddistinto nei momenti migliori della sua carriera: ha spinto senza esitare, ha coperto il rovescio con maggiore attenzione e ha chiuso con un margine sufficiente per uscire dal campo a testa alta. La vittoria, però, non è soltanto una questione di tabellone: il successo contro Kypson gli consente di evitare il tracollo in classifica, tenendosi agganciato a una posizione tra le prime cento del ranking Atp. Un dettaglio non secondario, perché per un giocatore abituato a giocarsi le finali dei tornei più importanti scivolare fuori dalla top 100 avrebbe rappresentato un ulteriore campanello d’allarme. Così, invece, il tennista romano mantiene una parvenza di continuità e si concede il lusso di preparare il prossimo turno senza l’urgenza di difendere punti pesanti a breve termine.

Binaghi e l’abbraccio del palazzetto: «La Sardegna merita il grande tennis»

Tra il pubblico cagliaritano, spicca la presenza del presidente Fitp Angelo Binaghi, il quale non ha voluto perdersi lo spettacolo – per quanto altalenante – offerto da Berrettini. «Averlo qui a Cagliari è un grande onore oltre che un grande piacere», ha dichiarato Binaghi a bordo campo, sottolineando il valore simbolico di un campione che vanta un titolo da finalista a Wimbledon e che resta, a tutti gli effetti, campione italiano in carica di Coppa Davis. Il dirigente federale, del resto, ha espresso un concetto semplice ma efficace: la Sardegna, per tradizione e passione verso questo sport, non può restare ai margini dei grandi circuiti, e la presenza di un atleta come Berrettini contribuisce a rendere concreto un messaggio di crescita per l’intero movimento isolano. «Faccio il tifo per lui – ha aggiunto Binaghi – Matteo ha dimostrato grande personalità in carriera, e averlo in Sardegna significa molto per il torneo e per chi lo segue dal vivo». Parole che suonano come un endorsement non solo al giocatore, ma anche all’idea di un tennis italiano capace di attrarre nomi di spessore anche fuori dai consueti palcoscenici.

Verso gli ottavi con Navone, l’azzurro cerca continuità

Agli ottavi di finale, ora, Berrettini troverà l’argentino Navone, avversario per niente semplice sulla terra battuta. Il match con Kypson, per quanto tribolato, ha mostrato una capacità di reazione che nelle ultime uscite era mancata: l’azzurro non è apparso lucido per tutti e tre i set, certo, ma ha tenuto botta nei momenti in cui lo statunitense provava a scappare via. Del resto, nessuno si aspettava il Berrettini migliore, quello che nel 2021 incantava al Queen’s o sulla erba di Wimbledon; piuttosto, l’obiettivo immediato è ricostruire passo dopo passo le sicurezze perse tra infortuni, ricadute fisiche e stagioni frammentate. E la vittoria di Cagliari, per quanto ottenuta in un Challenger 175, ha il sapore di un piccolo argine contro l’emorragia di fiducia. La partita contro Navone, attesa nei prossimi giorni, dirà qualcosa in più sull’effettiva tenuta dell’attuale versione di Berrettini: senza sbilanciarsi su possibili scenari futuri, i fatti raccontano di un tennista che ha sudato per tre ore, ha evitato un’uscita di scena prematura e ha guadagnato il diritto di giocarsi un posto nei quarti di finale da protagonista.

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