Sam Altman sull'IA: dobbiamo accettare i rischi perché i benefici saranno enormi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mondo deve rassegnarsi a che accadano cose negative, se vuole davvero sfruttare i vantaggi dell'intelligenza artificiale. È la posizione espressa da Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, nel corso di un'intervista rilasciata a Decoded, il podcast di Politico dedicato alla tecnologia. Il numero uno della società che ha dato il via all'esplosione del settore con ChatGPT ha respinto con nettezza l'idea di costruire il futuro dell'IA attorno a un principio di rischio zero, sostenendo invece la necessità di garantire un accesso ampio alla tecnologia.

La posizione di Altman sui rischi accettabili

«Riteniamo che il mondo debba accettare il verificarsi di alcuni aspetti negativi in virtù dei vantaggi di questa tecnologia e della possibilità per le persone di esercitare la propria autonomia decisionale», ha dichiarato Altman nel corso dell'intervista. Il co-fondatore di OpenAI ha spiegato di non essere disposto a scambiare i benefici dell'IA con la promessa di un mondo senza attacchi informatici, senza abusi, senza truffe e senza tutte le altre conseguenze dannose che potrebbero derivare dall'uso di questi sistemi.

«Perché credo che le persone faranno cose straordinariamente buone, ordini di grandezza superiori rispetto a quelle cattive», ha aggiunto.

La distanza da Anthropic sulle regole

Nel corso dell'intervista, Altman ha preso le distanze dalla posizione di Anthropic, la principale rivale di OpenAI nel settore dei modelli di frontiera. Il riferimento è alla proposta, avanzata da alcuni, di concentrare lo sviluppo dell'IA più avanzata in un unico laboratorio, presumibilmente a San Francisco, con il compito di impedire che accada qualcosa di male e di distribuire i benefici. «Non sono d'accordo, ma capisco il punto di vista di chi pensa che questa tecnologia diventerà così potente e pericolosa che un singolo laboratorio dovrebbe averne il controllo», ha detto Altman.

Quello scenario, ha precisato, rappresenterebbe «un compromesso assolutamente inaccettabile».

Il quadro delle alleanze e delle iniziative regolatorie

Le dichiarazioni di Altman arrivano a poche settimane di distanza dalla pubblicazione di un saggio firmato da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, nel quale il rivale aveva chiesto all'industria di rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli di IA. Altman aveva pubblicamente sostenuto quella richiesta, così come aveva concordato sulla necessità di concedere a valutatori esterni lo stesso accesso di cui godono i dipendenti dei laboratori di frontiera, per monitorare il lavoro e segnalare eventuali incidenti di sicurezza.

A fine settembre, alla Casa Bianca, i vertici delle principali aziende americane del settore hanno firmato un accordo di autoregolamentazione, definito dal presidente Donald Trump «moralmente vincolante», che impegna le società a costruire sistemi di IA in modo sicuro. Nella stessa occasione, l'amministrazione ha annunciato l'intenzione di ribattezzare l'intelligenza artificiale con il termine Super Intelligence.

I distinguo sui rischi catastrofici

Nonostante la disponibilità ad accettare conseguenze negative di varia natura, Altman ha tracciato un confine: non intende avallare quelli che ha definito «rischi realmente catastrofici», come una perdita grave di controllo sui sistemi di intelligenza artificiale. Su questo punto, ha spiegato, è necessario che le aziende si assumano la responsabilità di ciò che accade durante l'addestramento dei modelli, auspicando l'elaborazione di un quadro di responsabilità che i legislatori siano chiamati a discutere.

La posizione espressa da OpenAI viene definita dallo stesso Altman come «di tocco leggero» sul piano regolatorio, un approccio che continua a differire in modo significativo da quello del principale concorrente.

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