La star di Adolescence conquista un record, mentre agli Emmy trionfano serie britanniche e nuovi volti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre Seth Rogen, vestito con un abito di velluto color cioccolato che lo faceva somigliare a «un omino di pan di zenzero» uscito da una favola, raccoglieva trionfante i suoi Emmy nella sala stampa, l’industria dell’intrattenimento celebrava un’altra vittoria, questa volta dietro le quinte. La serie britannica «Adolescence», infatti, ha appena infranto ogni record imponendosi come la seconda produzione più vista di sempre sulla piattaforma Netflix, con un incredibile bottino di oltre 540 milioni di ore di visualizzazione totali. Un successo planetario che, non a caso, la consacra anche come il titolo britannico di maggior successo nella storia dello streaming, cavalcando quell’onda di consenso globale per le storie made in UK inaugurata dal fenomeno «Baby Reindeer» di Richard Gadd.

Quella degli Emmy Awards è stata una serata all’insegna delle sorprese e dei nuovi ingressi, che ha sancito l’affermazione di produzioni innovative e di talenti finora meno acclamati. Seth Rogen, co-creatore e star della serie comedy «The Studio», si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento come miglior attore in una serie comica, un premio a cui ha fatto seguito quello per la regia e la sceneggiatura dello stesso show, una satira dissacrante che solleva il velo sul dietro le quinte dell’industria hollywoodiana.

Accanto a lui, sul palco degli Emmy, hanno trionfato volti nuovi come Noah Wyle, premiato come miglior attore in una serie drammatica per «The Pitt» – ambientata nel frenetico mondo di un pronto soccorso di Pittsburgh – e Britt Lower, trionfatrice nella categoria della miglior attrice drammatica per la sua performance in «Severance». Jean Smart, invece, ha riconfermato il suo talento vincendo come miglior attrice in una serie comica per «Hacks», consolidando un percorso artistico di assoluto rilievo.

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