La caviglia destra di Pedro si gira al Dall’Ara, per l’attaccante della Lazio lacrime e trasporto immediato in ospedale.

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il quarto di finale di Coppa Italia tra Bologna e Lazio, crocevia fondamentale per le ambizioni europee di entrambe le compagini considerato il cammino fin qui altalenante in campionato dei felsinei, campioni in carica e reduci da quattro ko consecutivi, e dei biancocelesti -2-4, viene gelato al quarantaduesimo minuto da un’immagine che nulla ha a che fare con il computo tattico della partita. Pedro Rodríguez, schierato titolare nel tridente e tra gli elementi fin qui più positivi della gestione tecnica, è vittima di un movimento innaturale dell’arto inferiore. La dinamica, al termine di un contrasto con Jens Odgaard, è di quelle che non lasciano spazio a interpretazioni: la caviglia destra, quella d’appoggio al momento della ricaduta, cede vistosamente sotto il peso del Corpo -3-5-8.

L’ex Barcellona, che pochissimi minuti prima aveva confezionato l’ultima preziosa palla gol per Daniel Maldini, resta immediatamente a terra. La percezione della gravità dell’accaduto è palpabile e immediata, persino più rapida dell’intervento dello staff medico biancoceleste prontamente accorso sul manto erboso del Dall’Ara. L’attaccante spagnolo, visibilmente scosso e con il volto segnato dalla sofferenza fisica, tenta invano di rimettersi in piedi; ci prova, sostenuto dai sanitari, ma il peso sulla gamba destra è insopportabile. Così, tra le lacrime di un professionista che conosce fin troppo bene il lessico dei traumi sportivi, ne viene deciso il cambio immediato -1-9.

Se già l’uscita anticipata, con Noslin gettato nella mischia prima ancora del fischio dell’arbitro Chiffi a segnare l’intervallo, lasciava presagire lo scenario peggiore, è quanto accade nei minuti immediatamente successivi a inchiodare l’ambiente laziale a un’ansia silenziosa e composta. Il giocatore, infatti, non rientra nemmeno in panchina. Le cronache raccolte a bordo campo riferiscono di un trasporto in barella – sebbene qualche fonte parli di una deambulazione assistita ma senza carico – e della decisione, drastica e cautelativa, di procedere con un trasferimento diretto presso la struttura ospedaliera più vicina -2-5-9.

Esami strumentali per scongiurare fratture, il ginocchio destro finisce sotto osservazione

La preoccupazione, nello specifico, non si concentra esclusivamente sulla caviglia, il cui meccanismo traumatico appare piuttosto evidente agli occhi dei cronisti presenti e degli stessi operatori sanitari. Stando a quanto filtrano da fonti vicine alla società e ripreso da Mediaset, il sospetto clinico si estende anche al ginocchio destro. La torsione innaturale della gamba, infatti, potrebbe aver coinvolto anche i legamenti o le strutture capsulari dell’articolazione -2-3. Per questo motivo, i sanitari hanno disposto accertamenti approfonditi su entrambi i distretti, con l’obiettivo prioritario di scongiurare la presenza di fratture – eventualità che, se confermata, dilaterebbe i tempi di recupero in maniera esponenziale – e di mappare con precisione l’entità del danno legamentoso.

Mentre il Dall’Ara, con un gesto di sportività che attraversa la fede calcistica, saluta il campione spagnolo costretto al forfait con un lungo applauso -5-8, la Lazio perde il suo uomo di maggiore esperienza proprio nel momento più delicato dell’annata. Quella Coppa Italia che lo stesso Pedro, nelle dichiarazioni pre-partita, aveva indicato come una delle vie maestre per riagganciare il treno per l’Europa – obiettivo dichiarato anche dal direttore sportivo Fabiani – si tinge ora dei colori spenti dell’infermeria -4.

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