Bologna-Roma 1-1, una notte di pali e rimpianti con l’ombra lunga dell’Aston Villa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pareggio per uno a uno maturato ieri sera allo stadio Dall’Ara tra Bologna e Roma, nell’andata degli ottavi di finale di Europa League, lascia tutto sostanzialmente in bilico in vista del ritorno all’Olimpico, ma la prestazione offerta dalle due squadre, al netto degli episodi, ha raccontato molto di più di quanto dica il mero risultato. Si è trattato di una partita intensa, giocata a buon ritmo, dove la qualità tecnica, seppur a tratti altalenante per ragioni legate soprattutto alle assenze in casa giallorossa, non è mai venuta meno, regalando anzi spunti interessanti in entrambe le frazioni di gioco. L’equilibrio è stato la vera cifra tattica della serata, con le due formazioni che si sono annullate a vicenda, rendendo evidente come qualsiasi previsione per il match di ritorno diventi un esercizio complesso.

La notizia capace di gettare un’ombra lunga e preoccupante sul cammino di entrambe le contendenti, tuttavia, non arriva dall’Emilia ma dalla Francia. Nella stessa serata, infatti, il Lilla è caduto in casa sotto i colpi dell’Aston Villa, formazione inglese che con questa vittoria esterna ha di fatto messo una seria ipoteca sulla qualificazione ai quarti di finale. Un risultato, questo, che preoccupa non poco sia i rossoblù che i capitolini, poiché la squadra di Birmingham, forte di una rosa profonda e di una solida esperienza internazionale, si candida ad essere l’avversario più ostico che una delle due italiane potrebbe trovarsi ad affrontare nel turno successivo. La prospettiva di dover fare i conti con un club di quella caratura, in una competizione dove il margine di errore è minimo, aggiunge un peso specifico ulteriore alla sfida che deciderà chi tra Bologna e Roma potrà continuare a sognare in Europa.

L’infermeria di Gasperini e la scintilla di Malen

La Roma scesa in campo al Dall’Ara aveva l’aspetto di una squadra letteralmente decimata, una formazione che Gian Piero Gasperini ha dovuto ricostruire con gli scampoli di rosa a disposizione. Le assenze pesavano come macigni: Mancini squalificato, Dovbyk e Ferguson influenzati, Angelino nella medesima condizione, Soulé alle prese con una pubalgia, Dybala appena operato e Koné out all’ultimo istante, senza dimenticare Hermoso non ancora pronto per novanta minuti e i vari Venturino non in lista. Nonostante questo scenario da emergenza totale, la squadra ha tirato fuori una prestazione di sostanza, simile nell’approccio a quella vista contro il Genoa in campionato, ma con il merito aggiuntivo di aver strappato un pareggio che, nelle condizioni attuali, assume i contorni di un mezzo colpo di fortuna.

A tenere acceso il lumicino delle speranze romaniste ci ha pensato ancora una volta Donyell Malen, l’olandese che sta dimostrando di essere la vera stella polare di questa fase stagionale. Con due sterzate secche, un paio di cambi di direzione che hanno mandato in tilt la retroguardia felsinea, ha creato lo spazio per l’assist vincente indirizzato a Lorenzo Pellegrini, bravo a insaccare a porta vuota dopo una dormita generale della difesa di Vincenzo Italiano. Il numero 23, però, avrebbe potuto trasformare una buona serata in una serata da eroe se il palo, pochi minuti dopo, non gli avesse negato la gioia del gol della vittoria, su una conclusione che dopo una doppia deviazione ha beffato il legno. Un’azione, la sua, che ha racchiuso in sé tutta l’essenza della partita: intensità, voglia di superarsi e quel pizzico di imprevedibilità che rende il calcio uno spettacolo avvincente.

Il peso specifico del ritorno e la spinta della Curva Sud

Bologna e Roma, dunque, si sono sostanzialmente annullate, consegnando ai posteri una gara equilibratissima dove un soffio, un episodio, avrebbe potuto farla pendere da una parte o dall’altra. I padroni di casa, che pure avevano trovato il vantaggio nella ripresa con un bel mancino di Federico Bernardeschi, hanno chiuso la partita con un altro legno colpito, quello di Martin Vitik a pochi minuti dal novantesimo, a testimoniare come l’inerzia del match sia spesso girata a favore degli uomini di Italiano, capaci di spingere nel finale per sfruttare il fattore casalingo. D’altra parte, la Roma ha retto l’urto, dimostrando una solidità difensiva, con Mile Svilar decisivo in più di un’occasione, che lascia ben sperare in vista del ritorno.

Proprio in vista della sfida decisiva all’Olimpico, un elemento apparentemente leggero ma dal significato profondo emerge da un’osservazione esterna, quella di un tifoso romanista dall’Oman che ironizza sulla bilancia del destino. Il suo commento, però, non si perde in divagazioni, ma indica con precisione ciò che potrebbe realmente spostare gli equilibri nel retour match: la spinta della Curva Sud. Un fattore, quello del pubblico di casa, che in partite così tirate può trasformarsi in un valore aggiunto inestimabile, capace di caricare la squadra e di mettere pressione agli avversari, creando quelle condizioni in cui anche un episodio può fare la differenza. Il peso specifico del ritorno, insomma, non si misurerà solo sui valori tecnici in campo, ma anche sull’energia che uno stadio intero sarà in grado di trasmettere.

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