Bologna-Roma, il giorno dell’Euroderby: le scelte di Italiano e Gasperini per l’andata degli ottavi
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Redazione Sport
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Sarà il Dall’Ara, con il suo fascino un po’ retrò e quell’atmosfera che solo le notti europee sanno regalare, a ospitare questa sera alle 18.45 l’andata degli ottavi di finale di Europa League tra Bologna e Roma. Un derby tutto italiano, di quelli che profumano di sfida e di orgoglio, con in palio un pezzo di qualificazione al turno successivo. Da una parte i felsinei di Vincenzo Italiano, desiderosi di riscattare l’ultima battuta d’arresto in campionato e di riaccendere l’entusiasmo, dall’altra i giallorossi di Gian Piero Gasperini che, nonostante l’emergenza infortuni e qualche acciacco di troppo, non vogliono certo fare la parte delle vittime sacrificali. L’avvicinamento alla partita è stato tutt’altro che banale, condizionato da scelte tattiche ponderate e da una logistica che, per gli ospiti, ha previsto addirittura una seduta di rifinitura questa mattina in un centro sportivo nei pressi dell’hotel che ospita la comitiva: un segnale, questo, di come il tecnico ex Atalanta non voglia lasciare nulla al caso, neppure un dettaglio apparentemente secondario come il recupero post-viaggio.
Per quanto riguarda le probabili formazioni, Italiano sembra orientato a confermare l’impianto consolidato, affidandosi alla solidità di Skorupski tra i pali e a una difesa a quattro che, con ogni verosimiglianza, vedrà Joao Mario e Lykogiannis sulle fasce, con la coppia centrale composta da Lucumí e Vitik. Il dubbio principale, per lui, risiede nella mediana, dove Ferguson, Moro e Pobega si giocano una maglia, anche se l’ex Torino e l’iraniano partono favoriti. In attacco, la freschezza e l’imprevedibilità di Bernardeschi, schierato dal primo minuto, rappresentano una delle armi principali per scardinare la retroguardia capitolina, con Rowe e Castro pronti a dargli manforte e a creare scompiglio. Dall’altra parte, Gasperini deve fare i conti con una lista di indisponibili piuttosto lunga, ma il suo 3-4-2-1 è ormai uno spartito che la squadra conosce a memoria. In porta ovviamente Svilar, protetto dal terzetto arretrato che, con ogni probabilità, sarà composto da Ghilardi, N’Dicka e Hermoso, rientrato proprio in extremis e valutato fino all’ultimo per un posto dal via, anche se non è da escludere un impiego a gara in corso per lui. L’assenza di giocatori chiave, e si pensi agli squalificati, ha costretto il mister a rivoluzionare qualcosa, e così sulla trequarti ecco l’idea Bryan Cristante, impiegato in una posizione più avanzata per dare geometrie e fisicità, con il compito di dialogare con Zaragoza e con il nuovo acquisto Malen, chiamato a fare reparto da solo.




