Bologna-Roma, l’eredità pesante di Ranieri e il primo esame di Gasperini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sul prato del Dall’Ara, teatro sabato 18 di un confronto che profuma di resa dei conti, la Roma si presenta con il peso specifico di una rivoluzione societaria appena consumata. L’addio burrascoso di Claudio Ranieri – silurato nonostante lo status di “mostro sacro” – ha ufficialmente aperto le porte all’era di Gian Piero Gasperini, un tecnico chiamato a ricucire gli strappi interni e a rimettere in carreggiata una corsa Champions altrimenti destinata a deragliare. La sfida non è solo un crocevia per la classifica – con il quarto posto distante cinque lunghezze dopo il pareggio con l’Atalanta e il contestuale successo della Juventus – ma rappresenta anche il primo vero banco di prova per l’attuale proprietà, che nella scelta tra il vecchio corso e la nuova visione ha deciso di puntare decisamente sul secondo.

Il retroscena di una scelta: “o me o lui” e l’effetto Friedkin

Se la vigilia è dominata dalle variabili tattiche, è il fuoricampo a dettare l’agenda in casa giallorossa. L’ultimatum lanciato da Ranieri ai Friedkin – un netto “o me o lui” che lasciava poco spazio a interpretazioni – è stato risolto con la separazione from the legend, un taglio netto che consegna le chiavi del progetto a Gasperini. Per il nuovo tecnico, arrivato in un ambiente ancora scosso dalle scosse di assestamento, la partita di Bologna rappresenta un’occasione d’oro per stabilizzare l’umore dello spogliatoio. A tal proposito, la ritrovata serenità passa anche dalle condizioni dei singoli: il tecnico riabbraccia finalmente pedine importanti, sebbene con una gestione ancora oculata dei carichi. Tra queste spicca Paulo Dybala, recuperato dopo lo stop e pronto a tornare tra i convocati, anche se la sua collocazione – come vedremo – sarà quella iniziale di lusso dalla panchina.

Le scelte di Gasperini: l’asse brasiliano e i dubbi sulla trequarti

Guardando al modulo (3-4-2-1) che Gasperini intende schierare, emerge un dato inequivocabile: la fascia sinistra sarà presidiata dal rientrante Wesley, tornato titolare dopo più di un mese e pronto a sostituire Angelino per garantire spinta e geometrie. Davanti a Svilar, la linea difensiva a tre sarà composta da Mancini, Ndicka e Hermoso, con Celik a completare il pacchetto dei quinti sulla destra. In mediana, il ballottaggio principale riguarda la cerniera centrale: Bryan Cristante è ormai una certezza, ma il nodo è tra Pisilli ed El Aynaoui. Secondo le indiscrezioni dei principali quotidiani sportivi, Pisilli parte con i favori del pronostico; in caso di sua conferma in cabina di regia, l’argentino potrebbe arretrare di posizione o, viceversa, essere schierato più avanti se il tecnico optasse per la doppia mediana pesante.

Il tridente e la sorpresa Soulé: chi affiancherà Malen

Il reparto più innovativo, e forse quello che potrebbe determinare le sorti del match, è l’attacco alle spalle dell’unica punta Donyell Malen. La maggior parte dei quotidiani (Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero) concorda su un tridente leggero e tecnico: Soulé ed El Shaarawy agiranno sulla trequarti, pronti a inserirsi sui tagli di Malen. Il Faraone, in particolare, sembra aver avuto la meglio nel ballottaggio con lo stesso El Aynaoui, relegando così l’ex Juventus a un ruolo potenzialmente decisivo nella ripresa. Non mancano, tuttavia, alcune varianti estreme proposte da testate come “Il Romanista” – che vedono Pisilli avanzato da trequartista e Soulé largo – ma l’ipotesi più accreditata resta quella che vede la coppia sudamericana (Soulé-Dybala) spezzare la partita nella seconda metà di gioco.

Italiano e il Bologna: la sfida della disperazione per tenere vivo l’Europa

Di fronte, Vincenzo Italiano non ha certo vita più facile, sebbene le pressioni contingenti siano di natura diversa. Il suo Bologna arriva da due ko consecutivi (contro Juventus e Aston Villa), un tracollo che ha complicato la rincorsa a una zona europea ormai lontana. Per arginare l’onda emotiva della Roma, Italiano punta sulla solidità del 4-3-3 e si affida alle certezze offensive di Riccardo Orsolini e Santiago Castro, supportati da Rowe che prenderà il posto dell’infortunato Bernardeschi. Freuler sarà il filtro davanti alla difesa, mentre l’incognita principale riguarda il partner di reparto tra Pobega, Moro e Sohm. Al Dall’Ara, campo non proprio amico per i rossoblù (soli 20 punti raccolti in casa), l’obiettivo è interrompere l’emorragia di risultati e evitare che la gara diventi un semplice esercizio di stile per la ripartenza degli avversari.

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