Bologna-Roma 1-1, l’andata degli ottavi regala un pari che lascia tutto in bilico in vista del ritorno all’Olimpico
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Redazione Sport
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La notte europea del Dall’Ara, quella che potrebbe rappresentare l’ultimo atto stagionale della coppa per una delle due formazioni, ha partorito un risultato che non accontenta nessuno ma, al contempo, non condanna ancora alcuno. Il Bologna di Vincenzo Italiano e la Roma di Gian Piero Gasperini, incrociatesi in questo ottavo di finale di Europa League, hanno dato vita a una sfida fisica, intensa e caratterizzata da una discreta quantità di errori tecnici, come spesso accade quando la posta in palio è alta e la tensione nervosa finisce per prevalere sulla lucidità. L’1-1 maturato al termine dei novanta minuti – e maturato in modo particolare, quasi speculare – rimanda ogni verdetto al retour match in programma tra sette giorni nello stadio della Capitale, dove i giallorossi proveranno a sfruttare il fattore campo per staccare il pass per i quarti di finale.
Se il risultato è in bilico, lo è anche la percezione della prestazione delle due squadre. Il Bologna ha disputato una gara di personalità, confermando quella propensione a esprimere un calcio più coraggioso e meno compassato in ambito europeo rispetto a quanto talvolta mostrato in campionato. Gli uomini di Italiano, sostenuti da una curva rovente, hanno imposto un ritmo alto, cercando di sfruttare le fasce con le sgroppate di Jonathan Rowe e l’esperienza di Federico Bernardeschi. È stato proprio quest’ultimo, al quinto minuto della ripresa, a sbloccare il risultato con un mancino a giro di pregevole fattura, sfruttando un’azione personale strepitosa di Rowe, capace di liberarsi di tre avversari prima di servire l’assist al bacio per il numero dieci rossoblù. Un vantaggio che sembrava poter indirizzare la sfida sui binari desiderati dai felsinei.
La reazione della Roma, dal canto suo, è affidata principalmente ai lampi del suo uomo più in forma, quell’Donyell Malen che anche al Dall’Ara ha dimostrato di essere di un altro pianeta rispetto al momento di appannamento collettivo della squadra. L’olandese, spesso isolato nel primo tempo e costretto a venire a cercare il pallone lontano dalla porta, ha cambiato passo dopo l’intervallo, quando Gasperini lo ha spostato largo per dargli più spazio per attaccare la profondità. Due pali colpiti – uno nel primo tempo e uno nel finale – e un assist al bacio per il neoentrato Lorenzo Pellegrini raccontano solo in parte la sua prestazione. È sua, infatti, la giocata che al ventiseiesimo della ripresa riaccende le speranze giallorosse: un recupero palla di Bryan Cristante su una disattenzione di Joao Mario, il pallone subito verticalizzato per Malen che entra in area, salta un uomo e serve a Pellegrini, tutto solo, il pallone del pareggio a porta praticamente vuota. Un’azione che ha scatenato le proteste dei giocatori del Bologna, con Vincenzo Italiano e Santiago Castro che nel post partita hanno parlato di un presunto fallo di Malen su Remo Freuler a monte dell’azione, un contatto che l’arbitro tedesco Jablonski, dopo un lungo check alla Var, ha ritenuto regolare.
Il pareggio, di fatto, fotografa fedelmente l’equilibrio sostanziale emerso dal terreno di gioco, al netto delle recriminazioni e dei rimpianti. Perché se è vero che il Bologna ha spinto nella prima parte della ripresa e ha colpito una traversa con Martin Vitik nei minuti finali, è altrettanto vero che la Roma, con un Malen in stato di grazia nonostante la condizione fisica ancora da oliare al meglio, ha sfiorato più volte il colpo grosso, andando vicinissima al gol del potenziale 1-2 in un paio di circostanze. Il tecnico ligure, reduce dalla vittoria della passata edizione con l’Atalanta, sa bene quanto pesi l’esperienza in questo tipo di confronti e quanto conti arrivare al ritorno con la possibilità di giocarsi le proprie carte davanti al pubblico amico.




