Bologna-Roma, l’euroderby si decide all’Olimpico dopo l’1-1 del Dall’Ara
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La notte europea del Dall’Ara si chiude con un pareggio che, per certi versi, profuma di beffa per il Bologna e di ossigeno puro per la Roma. Finisce 1-1 l’andata degli ottavi di finale di Europa League, un risultato che rimanda ogni verdetto alla prossima settimana quando, all’Olimpico, si consumerà la sfida decisiva per un posto ai quarti. È stata una partita che per larghi tratti ha offerto poco spettacolo, una gara tattica e nervosa soprattutto nella prima frazione, salvo poi esplodere nella ripresa con il botta e risposta firmato da due ex azzurri. Da una parte Federico Bernardeschi, che con un mancino a giro da manuale ha rotto l’equilibrio al quinto minuto della seconda frazione, dall’altra Lorenzo Pellegrini, subentrato dalla panchina e bravo a ribadire in rete da pochi passi l’ispirazione del solito Donyell Malen.
Ed è proprio sull’olandese, ormai è chiaro, che Gian Piero Gasperini continua ad aggrappare le sorti della sua Roma. La squadra giallorossa, reduce da prestazioni altalenanti e falcidiata dalle assenze, fatica a trovare una fluidità di manovra e un’identità precisa, e l’attacco, troppo spesso, si affida alle giocate individuali del suo numero uno. Nel primo tempo, Malen era parso quasi una figura isolata là davanti, costretto a venire incontro per cercare palloni e a fare da torre per i compagni, con scarsi risultati. L’unica vera palla gol della prima frazione per i capitolini porta la sua firma, quell’assist per Bryan Zaragoza al ventesimo che lo spagnolo, però, sprecava malamente calciando fuori misura. Lo Zaragoza visto al Dall’Ara è parso timido, fuori dal gioco, e la sua prestazione, assieme a quella di altri elementi, ha costretto il tecnico a rivoluzionare l’attacco nella ripresa, inserendo Robinio Vaz e spostando proprio Malen più largo per cercare di dargli più libertà di movimento.
La risposta dell’ex Borussia Dortmund non si è fatta attendere, nonostante la sfortuna sembri accanirsi contro di lui e i suoi compagni. Sotto di un gol, la Roma ha avuto il merito di non disunirsi e ha trovato proprio in Malen il suo faro nella nebbia calcistica del secondo tempo. Prima ha scheggiato il palo con un sinistro potentissimo dopo essersi liberato di Joao Mario, poi ha costruito l’azione del pareggio partendo da sinistra, puntando l’uomo e mettendo in area quel pallone che Pellegrini, il capitano rientrato da un infortunio e non più titolare fisso, ha potuto solo spingere in rete complice anche un’uscita non perfetta di Skorupski, attirato proprio dall’olandese. Pochi minuti dopo, l’ennesima beffa: un’altra progressione irresistibile, due difensori saltati come birilli e il secondo legno personale a negargli la gioia del gol che avrebbe potuto chiudere il conto.
L’errore di Joao Mario e il forcing finale del Bologna
Se la Roma può recriminare per i due legni colpiti da Malen, dall’altra parte Italiano e i suoi ragazzi hanno altrettanti motivi per rammaricarsi. La squadra felsinea, dopo il vantaggio firmato Bernardeschi su assist di Jonathan Rowe – quest’ultimo tra i più brillanti della serata – aveva infatti gestito il controllo del match, sfiorando anche il raddoppio con Pobega, murato da un attento Svilar. Poi l’episodio che ha cambiato l’inerzia: una disattenzione difensiva madornale di Joao Mario, il cui controllo difettoso ha permesso a Bryan Cristante di rubargli il tempo e di lanciare immediatamente Malen verso l’area, creando i presupposti per la rete del pareggio. Un errore grossolano che ha macchiato una prestazione fino a quel momento tutto sommato solida del terzino portoghese, come sottolineano le pagelle dei quotidiani sportivi.
Il finale è stato un autentico arrembaggio da parte del Bologna, che non voleva accontentarsi e che ha cercato in tutti i modi di riportarsi in vantaggio in vista del ritorno. All’ultimo respiro, al quarantatreesimo della ripresa, è stata la traversa a dire di no a Martin Vitik, il cui colpo di testa su assist di Lykogiannis ha centrato in pieno il legno, regalando un brivido e un punto a Svilar e compagni. Un 1-1 che, alla luce delle occasioni create e dei legni colpiti, forse è il risultato più giusto per quanto visto in campo, ma che lascia entrambe le squadre con la consapevolezza di poter ambire alla qualificazione. La Roma, pur con tutti i suoi limiti e una manovra corale ancora in fase di costruzione, ha dimostrato di avere un individuo in grado di risolvere partite complicate. Il Bologna, dal canto suo, ha messo in mostra ordine e qualità, e davanti al pubblico amico, tra sette giorni, cercherà di completare l’opera contro una squadra che, per ora, si regge sulle invenzioni del suo nuovo fenomeno.




