Investimenti privati nell'agricoltura africana
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Redazione Interno
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Josefa Sacko, commissaria all'Agricoltura dell'Unione africana, ha lanciato un appello chiaro e deciso: il continente africano, lungi dal temere gli investimenti stranieri, li cerca attivamente come strumento indispensabile per combattere la fame e promuovere lo sviluppo sostenibile. Durante il G7-Expo Divinazione, tenutosi a Siracusa, Sacko ha invitato gli investitori privati dei Paesi del G7 a considerare l'agroalimentare africano, un settore che potrebbe raggiungere un valore di 1 miliardo di dollari entro il 2030.
Parallelamente, il Mar Mediterraneo, un ecosistema in crisi, è stato al centro di un convegno organizzato dal Coordinamento regionale della Rete dei GAL della Pesca. La perdita di specie ittiche, che minaccia la sopravvivenza della pesca, richiede interventi urgenti e una governance efficace per salvaguardare questo prezioso mare. Il convegno ha sottolineato l'importanza di azioni rapide e coordinate per evitare danni irreversibili.
Inoltre, la delegazione del G7 giovani, composta da rappresentanti dei vari Paesi, ha presentato un documento conclusivo con raccomandazioni per migliorare il settore agricolo. Tra le proposte, spicca la necessità di colmare il divario tra innovazione e realizzazione pratica, puntando su attività formative e finanziando progetti di giovani agricoltori, anche nel Sud Globale.
Il G7 Agricoltura, ospitato a Ortigia, ha visto la partecipazione di ministri e delegati di numerosi Paesi africani, tra cui Algeria, Angola, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Kenia, Mauritania, Senegal, Sud Africa, Tunisia e Uganda




