Il Napoli tra panchina e futuro: Italiano ora è in pole position, il progetto Usa ha basi solide
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A Napoli, il presente e il futuro si intrecciano su due binari paralleli che, per quanto distinti, influenzano inevitabilmente l’umore dell’ambiente. Aurelio De Laurentiis, da sempre abituato a gestire l’impero cinematografico prima ancora di quello sportivo, lavora senza farsi condizionare dalla trattativa (avanzata) per la cessione del club, finito da mesi nel mirino di una solida cordata di investitori americani. L’offerta, stando a quanto filtra dagli ambienti finanziari, sarebbe monstre: una cifra intorno ai 2.2 miliardi che, se accettata, riscriverebbe la storia recente del calcio italiano. Ma il presidente, che ancora non ha sciolto la riserva sul futuro della proprietà, ha deciso di non attendere l’esito di queste trattative per programmare la prossima stagione, anzi, ha addirittura accelerato i tempi sul fronte allenatore.
La panchina: un duello che si infiamma
La ricerca del successore di Antonio Conte si è trasformata in una corsa a due che tiene banco da giorni. La scommessa o la certezza? Osare affidandosi a un profilo in ascesa o scegliere la gestione granitica di un veterano. Questa è la differenza sostanziale, e non certo un dettaglio, tra Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri. Il primo, reduce da una stagione più che positiva alla guida del Bologna – impreziosita dalla vittoria in Coppa Italia – è il nome che nelle ultime ore ha guadagnato la pole position.
Secondo le ultime ricostruzioni, Italiano non è ancora libero da vincoli contrattuali con il club di Saputo (ha ancora un anno di contratto), eppure l’incontro di martedì a Roma tra i suoi procuratori, il presidente De Laurentiis e il ds Manna sarebbe stato decisivo.
Tuttavia, chi pensa che Max Allegri sia già fuori dai giochi farebbe un errore madornale. Fino a lunedì sera, l’ex tecnico della Juventus (e attualmente del Milan) era considerato il prescelto, tanto che tra le parti esisterebbe già un accordo di massima basato su un biennale da circa 5 milioni a stagione. Eppure, qualcosa ha scricchiolato.
Due elementi, forse, hanno accelerato le riflessioni di De Laurentiis: la voglia di un calcio più propositivo e la necessità di ridurre l’impatto economico dello staff tecnico, elementi che hanno favorito l’accelerata su Italiano. È un lavoraccio, una vera fatica, cercare l’uomo giusto per raccogliere l’eredità pesante lasciata da Conte.
Le cifre dell’affare (e le clausole)
Se la volontà del club sembra essersi cristallizzata sul tecnico del Bologna, i dettagli economici dell’operazione cominciano a delinearsi con chiarezza. Senza se e senza ma, l’intesa raggiunta a Roma prevede un contratto della durata di due anni, arricchito da un’opzione unilaterale a favore del club per un terzo anno. L’ingaggio base dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.5-2.8 milioni di euro netti, una cifra che verrebbe poi integrata da bonus sostanziosi, legati non solo ai risultati tradizionali ma in modo particolare alla qualificazione alla Champions League.
Una proposta, quest’ultima, che avrebbe pienamente convinto l’entourage del mister. Certo, manca ancora l’ultimo passo: la separazione consensuale con il Bologna. Italiano, che lunedì pomeriggio era intento a guidare per le strade del capoluogo emiliano, ha ricevuto la convocazione per trasferirsi a Roma; ora la palla passa alla dirigenza rossoblù, chiamata a decidere se trattenere il proprio tecnico o lasciarlo partire.
Il risiko americano e il futuro societario
Mentre la trattativa per la panchina entra nel vivo, lo scenario societario resta avvolto in un alone di mistero che aggiunge pepe a un mercato già di per sé infuocato. La cordata statunitense – che secondo alcune fonti avrebbe addirittura rilanciato l’offerta nelle ultime ore – non demorde. Sarebbero già stati aperti canali di dialogo con le istituzioni locali, pronti a discutere di un possibile restyling dello stadio Maradona. Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe rivelarsi decisivo per convincere De Laurentiis a cedere le proprie quote.
Tuttavia, nonostante i rumors insistano su una trattativa “avanzata”, il presidente continua a mantenere la barra dritta, gestendo la fase di transizione tecnica come se la vendita fosse un’evenienza lontana. Italiano, dal canto suo, ha chiesto e ottenuto garanzie precise sul progetto. Non solo sulle risorse da investire nel mercato (si parla di un budget per 3-4 innesti), ma anche sulla valorizzazione dei giovani attualmente in prestito, una politica che si sposa perfettamente con la filosofia del club.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
